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martedì 22 aprile 2008

SCEMI DI GUERRA
LA FOLLIA NELLE TRINCEE
Un documentario racconta su History Channel i sintomi da shock da combattimento


Un documentario sui soldati della Prima guerra mondiale colpiti dalla sindrome post-traumatica da stress - il cosiddetto shock da combattimento - andrà in onda il 25 aprile alle 21 su History Channel. "Scemi di guerra. La follia nelle trincee'', di Enrico Verra, racconta il conflitto bellico dal punto di vista dei soldati al fronte: uomini male equipaggiati e sfiancati da una guerra di posizione che cominciarono a dare segni di squilibrio mentale. Senza alcuna idea su come affrontare quello che divenne un fenomeno di massa, gli psichiatri ricorsero a internamenti nei manicomi e terapie d’urto come l’elettroshock.

“Scemi di guerra”, questa era la definizione popolare dei soggetti colpiti da disturbi analoghi a quelli che affliggono oggi un reduce su cinque delle guerre in Iraq e Afghanistan. I dati dello studio, “Ferite invisibili della guerra”, condotto dal "think-tank" americano indipendente,Rand Corporation, rappresentano la più estensiva ricerca mai compiuta sugli effetti psicologici dei due conflitti. In due anni di lavoro e 500 pagine di interviste a quasi 2.000 tra soldati in servizio, riservisti e veterani, lo studio rivela come il 19 percento dei militari mandati al fronte abbia subito danni traumatici al cervello, spesso a causa di esplosioni ravvicinate. La stessa percentuale presenta vari altri problemi mentali come le crisi depressive. Su un totale di 1,6 milioni di persone che hanno servito in Iraq e Afghanistan, oltre 300.000 soffrirebbero ancora oggi di gravi conseguenze psicologiche.

Prodotto da Vivo film e Provincia autonoma di Trento, in collaborazione col Museo storico del Trentino e il Museo della guerra di Rovereto, “Scemi di guerra” è stato realizzato con il sostegno del Piemonte Doc Film Found per Rti spa e Fox International Channels Italy.

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Da Repubblica - inchieste-:
FOLLIA DA GUERRA - Il calvario degli eroi dimenticati, una vita nell'ombra dopo Nassiriya

1 commento:

Anonimo ha detto...

anche se rimane valido il motto chi è causa del suo mal...
non posso che dispiacermi per quelle vittime sia che che poi vengano chiamate "danni collaterali" nel caso di civili massacrati ,sia nel caso delle vittime del "fuoco amico" nome generico che serve per difendere chi comanda da quelle che sono poi spesso loro negligenze o errori,militari uccisi dai loro stessi commilitoni.
Segnalo le vignette di Trudeau,"Doonesbury" che,come questo articolo, tratta di quelle persone a cui non viene nemmeno dato un nome,ma che portano a volte una ferite psicologica più grave delle loro lesione fisica,vittime due volte oltre che di bombe,granate,mine anche dell'indifferenza altrui:REDUCI.
MS

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