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mercoledì 19 novembre 2008

CONVEGNO ANTIMAFIA DELLA FONDAZIONE CAPONETTO A CAMPI BISENZIO



Si terrà sabato 22 novembre, presso la Limonaia di Villa Montalvo a Campi Bisenzio (Firenze), l'11° vertice nazionale organizzato dalla Fondazione Caponnetto insieme alla Regione Toscana e sotto l'alto patrocinio del Presidente della Repubblica. Un appuntamento, come sempre, importante per fare il punto sull'attività antimafia in Italia, sulle cose fatte e sulle tante ancora da fare. Ci saranno i protagonisti dell'antimafia: con il procuratore generale Piero Grasso ci saranno i sindaci delle città più interessate al fenomeno guidati da quello di Gela Saro Crocetta, Giuseppe Lumia, già presidente della Commissione Antimafia, Lorenzo Diana, già membro dell'antimafia, Ivan Lo Bello presidente di Confindustria Sicilia, rappresentanti delle forze dell'ordine, della magistratura, del sindacato. Il vertice è stato presentato oggi a Firenze alla stampa dal presidente della Fondazione Caponnetto, Salvatore Calleri, che, sollecitato dai giornalisti, ha fatto riferimento anche alla presenza delle organizzazioni mafiose in Toscana.

Da Villa Montalvo:

sabato 15 novembre 2008

ATTACCO INFORMATICO ALL'EQUO-SOSTENIBILE
Hackerato il sito della fiera sul consumo critico e gli stili di vita sostenibili di Milano

Come compare adesso la homepage del sito

I sedicenti haker arabi di "FesH4CK3rs TEAM" hanno attaccato il sito di "Fa la cosa giusta", la fiera sul consumo critico e gli stili di vita sostenibili in programma il 13-14-15 marzo 2009 a Milano. Ad organizzare l'evento è l'associazione onlus Terre di mezzo. Mistero sul destinatario dell'attacco, se Fieramilanocity o Terre di mezzo, sempre che non sia casuale. Può darsi che i sedicenti hacker arabi non abbiano apprezzato lo spottino dedicato che ci offrono come vincitore del concorso "Young Creativity Award", organizzato dall'Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti. E in effetti ci potrebbe anche stare...

mercoledì 12 novembre 2008

A PRATO MONUMENTO AI CADUTI DI NASSIRIYA
Ma quali operatori di pace


E' stato inaugurato oggi pomeriggio, ai giardini di via Papa Giovanni XXIII presso la chiesa Sacra famiglia di Prato, il monumento ai caduti di Nassiriya e a tutte le vittime del terrorismo. La stele in marmo, alta circa tre metri e raffigurante un bassorilievo con un tralcio di vite con uva, è stata scolpita da Beatrice Fineschi su incarico della consigliera del quartiere est Marisa Cacialli (Pdl). Un'iniziativa promossa da una petizione popolare molto sentita dalla destra pratese, a giudicare dalla nutrita partecipazione di oggi nonostante la pioggia.

Con la benedizione del parroco della Sacra famiglia e l'intervento dell'assessore alla Cultura, Andrea Mazzoni (Pd), che ha dedicato la celebrazione alle "nuove giovani generazioni affinché possano vivere nella pace", adesso i bambini potranno giocare accanto al monumento in memoria delle vittime della "strage di Nassirya", pensando alle caramelle e al divertimento che i nostri "operatori di pace" hanno portato ai loro coetanei iraqeni.

Una definizione assai ben congeniata quella di "operatori di pace", che vorrebbe in due parole rassicurare le coscienze sul vero motivo di quelle morti italiane e coprire con un manto di retorica una guerra di occupazione illegale. Nascondere nell'amor di patria e nel falso cordoglio per i militari caduti la vera strage di vite iraqene che prosegue nella quotidiana mattanza dell'Iraq "liberato". Quasi 100mila vittime di morte violenta accertate in cinque anni secondo l'Iraq body count. Cinque anni di una guerra che, passate le opportunità politiche del momento e venute meno le ragioni del consenso alla crociata contro l'Islam, i media italiani dopo aver avvallato hanno ormai praticamente dimenticato.

Cinque anni di guerra, di morte e devastazione che niente hanno a che vedere con la pace, la democrazia o la difesa della sicurezza nazionale, italiana come americana. Altri sono gli interessi, anch'essi taciuti per salvare il buon nome di vittime e carnefici. Interessi noti anche ai bambini, dal colore nero come l'oro del sottosuolo iraqeno che le 35 compagnie internazionali, tra cui l'Eni, hanno cominciato a spartirsi a Londra il 13 ottobre scorso. Si sa, Baghdad non è un luogo molto sicuro per decidere sul dafarsi di un piatto ricco come il petrolio iraqeno: 115 miliardi di dollari in grado di garantire estrazioni per altri cento anni a ritmi di quattro milioni di barili al giorno.


Il significato del monumento secondo Beatrice Fineschi


2 marzo 2009
Scajola a Nassiriya
ENI IN POLE POSITION PER AGGIUDICARSI IL PETROLIO IRACHENO


L'Eni è in pole position per aggiudicarsi il contratto per lo sfruttamento del giacimento petrolifero di Nassiriya, nel sud dell'Iraq. Un campo petrolifero che, secondo le stime irachene, vanta riserve per 4,4 miliardi di barili, con un potenziale di produzione di 300mila barili al giorno. Secondo l'Italia si può invece arrivare a 1 milione di barili. La conferma del prossimo buon esito della gara è venuta dal ministro Claudio Scajola, partito ieri per Baghdad. Scajola ha annunciato che firmerà "un accordo che ci permetterà di avere in Italia un'altissima percentuale del petrolio estratto" in Iraq.

"La nuova frontiera che vogliamo aprire è l'Iraq, che è un po' la Mecca del petrolio - ha detto in un'intervista a Domenica In, l'amministratore delegato dell'Eni Paolo Scaroni - Ho l'ambizione che Eni sia la prima compagnia internazionale che sbarchi in quel Paese".

Ma la "nuova frontiera" non si è aperta sei anni di guerra fa, nel marzo 2003? Una domanda che naturalmente Domenica In non ha posto all' a.d. Eni.

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