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domenica 18 gennaio 2009

LA ZONA, di Rodrigo Plá



La "Zona" è un quartiere bene di Città del Messico. Dentro ci vive gente "per bene", gente con i soldi, che ha ottenuto dal giudice la concessione a innalzare muri e reti per difendersi dalla ferocia della miseria urbana. In una notte di vento il ponteggio di un'insegna pubblicitaria crolla su un muro di cinta e tre ragazzi si arrampicano per entrare nella "Zona" a rubare. Il furto finisce male: una donna muore, suona un'allarme, segue una sparatoria in cui vengono uccisi due dei ragazzi e un sorvegliante. Comincerà la caccia al terzo intruso, perchè una delle condizioni per continuare a godere dei privilegi della "Zona" è che al suo interno non avvengano fatti di sangue. Tutti devono tacere, tutto deve tornare ad avere l'aspetto decoroso e ordinato di sempre. Neanche la polizia deve sospettare ma a Città del Messico con i soldi si può comprare qualunque cosa, soprattutto la polizia.

Un film crudo, a tratti surreale, l'opera prima del regista Rodrigo Plà, vincitrice del Premio della Critica al Toronto Film festival è un capolavoro allucinato in cui il "dentro" e il "fuori", la Zona e i quartieri circostanti di Città del Messico, sono lo specchio di una disuguaglianza sociale che garantisce la sicurezza personale e la propietà privata soltanto in una condizione d'assedio. Muri e telecamere sono il prezzo da pagare per le villette a schiera e i suv in cortile. I ladri, gli "intrusi", gli esterni non hanno cittadinanza, gli abitanti della Zona sono tutti armati e sparano a vista. Non conta se chi resta "intrappolato" nel perimetro è un ragazzino di 16 anni, l'assemblea dei residenti ha deciso a maggioranza: far sparire i cadaveri, tenere fuori la polizia e far fuori l'ultimo testimone.

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