Seguici su Google+

giovedì 26 novembre 2009

VOLANTINO BR AL GIORNALE DI GENOVA, SCRITTO DALLO STESSO GIORNALISTA MINACCIATO
Denunciato per procurato allarme

17 novembre 2009- Volantino dei Nuclei Armati Territoriali recapitato a molte redazioni di giornali ()

Genova, 25 novembre 2009.
È stato lo stesso destinatario delle minacce, un giornalista collaboratore del Giornale di Genova, a scrivere il falso volantino delle Brigate Rosse recapitato in redazione. E' quanto accertato dalla Digos di Genova che ha denunciato l'uomo per simulazione di reato e procurato allarme.

La lettera minatoria, scritta a mano, con stella a cinque punte, era stata trovata la settimana scorsa sotto la porta d'ingresso della redazione genovese del quotidiano. Conteneva minacce nei confronti della redazione, del capo della sede Massimiliano Lussana e del giornalista collaboratore Francesco Guzzardi, «colpevoli» di aver compiuto inchieste giornalistiche sulla Valbisagno. Immediatamente è stata presentata una denuncia in questura e sono state avviate le indagini che questa mattina hanno portato alla clamorosa soluzione.

Francesco Guzzardi
, 49 anni, avrebbe dichiarato agli agenti di aver agito per far uscire allo scoperto una vicenda di minacce gravi da parte di malavitosi e di nomadi della periferia genovese della quale lo stesso giornalista e la sua famiglia sarebbero stati oggetto nelle scorse settimane. Il capo della redazione genovese del Giornale, Lussana, nel dichiarare il proprio stupore per quanto emerso dall'indagine, ha voluto ringraziare «lettori ed istituzioni per la solidarietà e la vicinanza espresse in questi giorni al Giornale». (ANSA)

"Un uomo mi perseguitava da mesi fino a quando, mentre mi trovavo insieme a mia figlia di appena due anni e mezzo, mi ha puntato una pistola addosso minacciandomi di morte. Questo è successo in seguito alle mie denunce della sua attività criminale fatte sul Giornale, per cui lavoravo come collaboratore esterno. Non avendo ottenuto riscontri di polizia ho deciso di tutelarmi con questa lettera. Quest'uomo e' uno spacciatore - prosegue Guzzardi - Per mesi mi ha minacciato. Mia moglie non esce di casa da due mesi. Il 5 ottobre scorso ho sporto una denuncia dai carabinieri a suo carico, ma non c'e' stato alcun esito. Così ho pensato che una falsa lettera minatoria avrebbe spaventato l'uomo che mi perseguitava, inducendolo a smettere".

"[...] mi sono autodenunciato alla digos pur sapendo che gli inquirenti non avrebbero avuto alcuna possibilita' di scoprire la verità - ha concluso Francesco Guzzardi - Infatti per produrre la lettera ho usato per metà un normografo e per metà ho scritto con la sinistra e certamente sulla carta non ho lasciato impronte. Non cercavo alcun tornaconto personale, se non quello di garantire l'incolumità a me alla mia famiglia". (AGI)

Roma, 23 novembre 2009
«L'Ordine nazionale dei giornalisti, dandone notizia, sottolinea che «si tratta di un ennesimo atto intimidatorio rivolto a colleghi che adempiono puntualmente al loro lavoro al servizio del cittadino assolvendo al dovere costituzionale loro imposto di informare i lettori». «Anche questa intimidazione - continua l'Ordine - non riuscirà a imbavagliare la libertà di stampa e non impedirà alla testata di continuare ad esercitare puntualmente il diritto di cronaca.Ai colleghi e a tutta la redazione la sentita solidarietà del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti e del presidente Lorenzo Del Boca». Un volantino contenente minacce, insulti e stelle a cinque punte era stato trovato sotto la porta della redazione genovese de «Il giornale» martedì scorso. Le minacce erano indirizzate alla redazione e più in particolare a Francesco Guzzardi, autore di un articolo in cui illustrava la crisi politica del municipio dell'alta Val Bisagno riferendo di veleni, minacce ed atti vandalici. La digos, subito avvertita dal caporedattore Massimiliano Lussana, era giunta in redazione ed aveva ritirato il volantino. Dalle prime valutazioni le minacce non sarebbero attendibili e non porterebbero a gruppi politici organizzati. (ANSA).

martedì 24 novembre 2009

TERROMOTO IN CORSO NELLA CASA DELLE LIBERTA'?
E se Graviano parla Berlusconi trema


"Le dichiarazioni del boss Filippo Graviano (foto a sinistra), durante il confronto col pentito Gaspare Spatuzza (foto in basso a destra), pur non essendo delle ammissioni, manifestano una comprensione della scelta del collaboratore che induce a pensare che sia in atto, da parte del capomafia, un percorso di dissociazione da Cosa nostra". Lo ha detto l'ex procuratore nazionale antimafia, Pierluigi Vigna, a margine della presentazione, a Palermo, del codice regionale antimafia e anticorruzione della pubblica amministrazione, commentando l'episodio in cui Graviano, messo a confronto col pentito, ha detto di rispettare la decisione di Spatuzza di collaborare con la giustizia.

Vigna, da procuratore nazionale antimafia, fu protagonista di una serie di colloqui investigativi, durati mesi con diversi capimafia tra cui Pietro Aglieri, che espressero al magistrato la volontà di dissociarsi da cosa nostra. "L'idea - ha spiegato - era quella di rompere con la mafia per dare un messaggio alle giovani leve". "Aglieri - ha raccontato - mi disse che se l'avessero dato da collaboratori, li avrebbero considerati infami invece il loro 'rompete le righe' lo diedero dal 41 bis, senza chiedere nulla in cambio". Fonte Ansa.

Da L'ESPRESSO (giovedì 19 novembre 2009):
Indagine esplosiva

di Lirio Abbate
I pm pronti a riaprire l'inchiesta sul premier per le stragi.
Mentre altri boss potrebbero parlare. E provocare un terremoto politico.

Da REPUBBLICA (venerdì 27 novembre 2009):
Mafia, perché i pentiti accusano Berlusconi
di Attilio Bolzoni e Giuseppe D'Avanzo
Ad una svolta l'indagine di Firenze sulle stragi del 1993
. Il nome del presidente del Consiglio nei verbali degli uomini della cosca di Brancaccio

giovedì 19 novembre 2009

GRECIA: ATMOSFERA PESANTE. ANZI, ESPLOSIVA: 'La stagione storica più difficile per la gioventù greca' secondo il settimanale Attualità


ATENE
Travolta dalla disoccupazione e senza più fiducia nella politica, sprofondata in un generalizzato pessimismo e profondamente frustrata, la gioventù greca sarebbe al centro di una situazione sociale definita "esplosiva". Ad affermarlo è un'indagine del centro sondaggi Vprc, secondo cui la stragrande maggioranza della popolazione ritiene ''probabile'' che, in tali condizioni, si ripetano i gravi disordini che nel dicembre scorso seguirono all'uccisione del giovane studente Alexis Grigoropoulos per mano della polizia.

L'indagine è stata pubblicata dal settimanale "Attualità" in occasione del 36° anniversario della rivolta studentesca del 17 novembre 1973, schiacciata nel sangue dal cosiddetto regime dei Colonnelli. Anniversario che ieri si è accompagnato a violenti scontri tra giovani radicali e polizia.

Gli incidenti sono avvenuti solo al termine della manifestazione pacifica con la partecipazione di 10-15.000 mila persone, tra cui esponenti politici e sindacali, all'insegna di slogan antimperialistici, a difesa della democrazia, della scuola e del lavoro ma anche degli immigrati e dei detenuti in protesta nelle prigioni. Mentre la marcia studentesca si concludeva, centinaia di giovani radicali hanno cominciato a lanciare sassi e bombe molotov contro gli agenti all'altezza della direzione generale di polizia, nel centro di Atene. Gli agenti hanno reagito con bombe lacrimogene e granate luminose, caricando, inseguendo e fermando gli attaccanti, che si sono dispersi soprattutto verso il quartiere anarchico di Exarchia.

Disordini e fermi anche a Salonicco dove si e' svolta una marcia parallela a quella nella capitale con la partecipazione di alcune migliaia di persone.


Lo studio definisce quella attuale "la stagione storica più difficile per la gioventù greca", mentre il Paese vive "un'esacerbazione tale dei problemi sociali, da disegnare un clima certamente esplosivo".

La stragrande maggioranza degli intervistati (81%) ritiene che la disoccupazione sia il principale problema giovanile e oltre il 70% crede che la nuova generazione vivrà in un ambiente economico e sociale assai peggiore di quelli precedenti. L'alienazione nei confronti della politica, dello stato e dei media è quasi totale: la fiducia nei partiti è appena al 12,5%, mentre il 67% ritiene che il governo si interessi ben poco ai giovani. Pochissima fiducia anche nei mezzi d'informazione (15%), nello Stato (18%), nel parlamento (22%) e nei sindacati (25%), mentre si salvano l'Università (64%), Chiesa (50%), polizia (49,5%) e giustizia (46%).

giovedì 12 novembre 2009

EQUITALIA PIGNORA L'ARCHIVIO VASARI. Gli eredi volevano vendere a ignoti magnati russi


Si sa: "pecunia non olet", neanche quando si baratta un Archivio Vasari con denaro sonante, anche se di ignoti magnati russi. Ecco quindi provvidenziale l'intervento del ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi, a risolvere lo scandalo merceologico con un provvidenziale pignoramento dei beni degli eredi Vasari.

(ANSA) - ROMA, 11 NOVEMBRE - L'Archivio Vasari è stato pignorato da Equitalia per debiti degli eredi del proprietario della collezione nei confronti dell'erario.La Soprintenza archivistica della Toscana è stata nominata nel frattempo custode del bene. La situazione -assicura il ministro Bondi- è seguita con "grande attenzione" visto che la vicenda della presunta vendita dell'Archivio ha risvolti che "non sempre hanno la necessaria trasparenza nei confronti di un patrimonio culturale di indiscusso rilievo".

(ANSA) - FIRENZE, 12 NOVEMBRE - Non risulta nessun pignoramento dell'archivio Vasari: così il legale che assiste gli eredi Festari sulla presunta vendita dei documenti. L'avvocato Alberto Marchetti è a Mosca per un incontro organizzato dai compratori russi che hanno presentato alla stampa il contratto di vendita dell'archivio custodito ad Arezzo per 150 milioni di euro. L'avvocato riferisce che i russi hanno intenzione di valorizzare il patrimonio rappresentato dall'archivio favorendone la massima diffusione nei musei del mondo.

Vai all'articolo (di Carmelo Sobrera?) su Qui News

Comunicato del Ministero per i beni e le attività culturali:
Dubbi su compravendita Archivio Vasari

Pubblicato il 22 ottobre 2009

In riferimento alle notizie di agenzia e alle dichiarazione del Sindaco di Arezzo, Giuseppe Fanfani, il Ministero per i beni e le attività culturali rende noto che nei mesi scorsi è venuto a conoscenza di un presunto contratto di compravendita riguardante l’archivio Giorgio Vasari. A quanto risulta esso verrebbe alienato - al termine del periodo prescritto dal Codice per i beni culturali ed il paesaggio per l’esercizio del diritto di prelazione - per una cifra esorbitante ad una società russa.
Si tratta di un’operazione che ha evidentemente sollevato presso il Ministero numerose perplessità, non solo per l’eno
rmità della somma pattuita ma soprattutto perché l’archivio Vasari, chiunque ne sia il proprietario, è soggetto ad un vincolo pertinenziale e pertanto non può essere spostato dal luogo in cui attualmente è collocato ad Arezzo. A ciò si aggiunge il fatto che il proprietario dell’archivio è deceduto alcuni giorni fa.
Per questa ragione verrà informata l’Autorità giudiziaria.
Al di là di ogni allarmismo, la notifica dell’atto al Comune di Arezzo costituisce un semplice adempimento previsto dal Codice dei beni culturali, che non determina nella maniera più assoluta l’esito dell’operazione.



Aggiornamento del 20 gennaio 2011

Ahi, Ahi! Il russo Vassilij Stepanov si ritira dall'affare, annuncia il Frankfurter Allgemeine. Sfuma così la possibilità per i fratelli Festari, attuali proprietari, di vendere per 150 mln di euro l'Archivio Vasari. Secondo il magnate russo, rivela il quotidiano tedesco, obbiettivo della trattiva da parte degli eredi Vasari sarebbe stato di farlo acquistare dallo Stato italiano.

Replicano i due: "Non ci sembra verosimile che Stepanov abbia potuto avere dei dubbi sulla veridicità della transazione che si era avviata, in quanto anche quando venne ascoltato dalla magistratura confermò la volontà dell'acquisto dell'Archivio Vasari ed era certa la volontà da parte dei Festari a volerlo vendere".
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...