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giovedì 12 novembre 2009

EQUITALIA PIGNORA L'ARCHIVIO VASARI. Gli eredi volevano vendere a ignoti magnati russi


Si sa: "pecunia non olet", neanche quando si baratta un Archivio Vasari con denaro sonante, anche se di ignoti magnati russi. Ecco quindi provvidenziale l'intervento del ministro per i Beni e le Attività Culturali, Sandro Bondi, a risolvere lo scandalo merceologico con un provvidenziale pignoramento dei beni degli eredi Vasari.

(ANSA) - ROMA, 11 NOVEMBRE - L'Archivio Vasari è stato pignorato da Equitalia per debiti degli eredi del proprietario della collezione nei confronti dell'erario.La Soprintenza archivistica della Toscana è stata nominata nel frattempo custode del bene. La situazione -assicura il ministro Bondi- è seguita con "grande attenzione" visto che la vicenda della presunta vendita dell'Archivio ha risvolti che "non sempre hanno la necessaria trasparenza nei confronti di un patrimonio culturale di indiscusso rilievo".

(ANSA) - FIRENZE, 12 NOVEMBRE - Non risulta nessun pignoramento dell'archivio Vasari: così il legale che assiste gli eredi Festari sulla presunta vendita dei documenti. L'avvocato Alberto Marchetti è a Mosca per un incontro organizzato dai compratori russi che hanno presentato alla stampa il contratto di vendita dell'archivio custodito ad Arezzo per 150 milioni di euro. L'avvocato riferisce che i russi hanno intenzione di valorizzare il patrimonio rappresentato dall'archivio favorendone la massima diffusione nei musei del mondo.

Vai all'articolo (di Carmelo Sobrera?) su Qui News

Comunicato del Ministero per i beni e le attività culturali:
Dubbi su compravendita Archivio Vasari

Pubblicato il 22 ottobre 2009

In riferimento alle notizie di agenzia e alle dichiarazione del Sindaco di Arezzo, Giuseppe Fanfani, il Ministero per i beni e le attività culturali rende noto che nei mesi scorsi è venuto a conoscenza di un presunto contratto di compravendita riguardante l’archivio Giorgio Vasari. A quanto risulta esso verrebbe alienato - al termine del periodo prescritto dal Codice per i beni culturali ed il paesaggio per l’esercizio del diritto di prelazione - per una cifra esorbitante ad una società russa.
Si tratta di un’operazione che ha evidentemente sollevato presso il Ministero numerose perplessità, non solo per l’eno
rmità della somma pattuita ma soprattutto perché l’archivio Vasari, chiunque ne sia il proprietario, è soggetto ad un vincolo pertinenziale e pertanto non può essere spostato dal luogo in cui attualmente è collocato ad Arezzo. A ciò si aggiunge il fatto che il proprietario dell’archivio è deceduto alcuni giorni fa.
Per questa ragione verrà informata l’Autorità giudiziaria.
Al di là di ogni allarmismo, la notifica dell’atto al Comune di Arezzo costituisce un semplice adempimento previsto dal Codice dei beni culturali, che non determina nella maniera più assoluta l’esito dell’operazione.



Aggiornamento del 20 gennaio 2011

Ahi, Ahi! Il russo Vassilij Stepanov si ritira dall'affare, annuncia il Frankfurter Allgemeine. Sfuma così la possibilità per i fratelli Festari, attuali proprietari, di vendere per 150 mln di euro l'Archivio Vasari. Secondo il magnate russo, rivela il quotidiano tedesco, obbiettivo della trattiva da parte degli eredi Vasari sarebbe stato di farlo acquistare dallo Stato italiano.

Replicano i due: "Non ci sembra verosimile che Stepanov abbia potuto avere dei dubbi sulla veridicità della transazione che si era avviata, in quanto anche quando venne ascoltato dalla magistratura confermò la volontà dell'acquisto dell'Archivio Vasari ed era certa la volontà da parte dei Festari a volerlo vendere".

1 commento:

Anonimo ha detto...

Meno male, di tesori spostati all'estero ce ne sono già troppi.
Anche se a volte metterli in mano a privati consente una maggiore visibilità.

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