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mercoledì 13 gennaio 2010

PRATO E IL "PATTO PER LA SICUREZZA": i soldati sono arrivati, 54 tra poliziotti, carabinieri e finanzieri se ne sono andati


Rispetto al protocollo 2007 del "Patto per la sicurezza" i soldati - richiesti a gran voce in campagna elettorale dal centro-destra e da alcune associazioni di categoria - sono arrivati, mentre le forze dell'ordine in servizio sono diminuite di qualche unità: 34 poliziotti, 10 carabinieri e 10 finanzieri. Sarà che le mimetiche funzionano meglio come deterrente...?

PRATO - Erano stati annunciati a gran voce dallo stesso presidente del Consiglio Berlusconi (Berlusconi a Prato: "militari contro i cinesi"), e infatti i 'pattuglioni' misti fino a 5-6 militari + ausiliario, inconfondibili a passeggio per il centro, non sono certo passati inosservati. Più difficile invece accorgersi che rispetto a quei bellicosi pronostici ad oggi mancano all'appello 54 unità tra poliziotti, carabinieri e finanzieri.

A dire il vero sembra che non se ne fossero accorti neanche molti degli amministratori del distretto laniero, almeno fino a ieri, quando il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza si è riunito per definire i termini del nuovo patto per la sicurezza che verrà sottoscritto alla presenza del ministro dell'Interno Maroni il 26 gennaio prossimo.

Le politiche d'integrazione
"Prato è una città tollerante e accogliente", aveva salmodiato il sindaco Cenni in occasione dell'incontro sull'integrazione tenuto al teatro Politeama il 7 gennaio scorso, alla presenza del campione dell'integrazione Magdi 'Cristiano' Allam. Alla solita manfrina sugli italiani brava gente il sindaco aveva aggiunto: "Il peso dell'integrazione però non deve ricadere sui cittadini, ma sulle istituzioni: gli assessori e i ministeri". Uno strano modello d'integrazione calata per così dire 'dall'alto', e infatti lo stesso sindaco Cenni ha proposto ieri che le istituzioni, cioè il Governo a livello nazionale, si faccia carico del problema emanando leggi che forniscano canali privilegiati agli italiani nell'erogazione di servizi come le iscrizioni a scuola, i contributi pubblici o le case popolari.

All'intervento del sindaco era poi seguito quello dell'assessore ai rapporti con l'Unione Europea, alle relazioni con il pubblico e alle politiche d'integrazione Giorgio Silli (foto a destra): "Impossibile fare politiche (d'integrazione) senza un dialogo con i rappresentanti delle comunità migranti" - di cui infatti all'incontro non c'era neanche l'ombra - quindi la ricetta: "Integrazione obbligatoria per le seconde generazioni".
Cosa stia a significare quell' 'obbligatorio' nelle intenzioni dell'assessore Silli non è ancora chiaro, ma di sicuro se, come dice lui: "Prato è la capitale europea dell'integrazione", il lavoro non dovrà essere troppo arduo, se lo soccorrerà il ministro della tolleranza zero Maroni.

CONTENUTI EXTRA:
> Vai al VIDEO dell'incontro del 16 aprile 2009 a Prato con MAGDI ALLAM, ospitato dall'Udc pratese all'Art Hotel per la presentazione della sua lista "Protagonisti per l'Europa cristiana".

>Carceri in Toscana: 61 agenti in meno, 1300 detenuti in piu'
20/01/2010 - La situazione nelle carceri toscane e' drammatica.
da www.ilpunto-online.it


Nelle carceri toscane solo nel 2009 sono usciti 61 agenti di polizia penitenziaria mentre sono complessivamente 1.300 i detenuti in piu' rispetto ai limiti di tolleranza degli istituti penitenziari della regione, che assomigliano sempre piu' a ''container'' o ''lager'': i reclusi ormai ''vengono stipati nelle sale adibite a colloqui o addirittura nei sottoscala''. E' quanto afferma in una nota la Fp Cgil della polizia penitenziaria toscana. Il sindacato regionale denuncia l'assenza di una politica seria e attenta ai bisogni del pianeta carcere'.

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