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martedì 27 dicembre 2011

Peacereporter trasloca sul sito della testata giornalistica di Emergency

Felici di apprendere e diffondere quanto rilancia il sito di Peacereporter:  


Nel momento peggiore della crisi del sistema, dell'Italia e dei suoi mercati, e in particolare di quello dell'editoria, noi rilanciamo.
PEACEREPORTER DIVENTA "E -IL MENSILE ON LINE"


Ecco una bella notizia, la fusione di due testate editoriali autorevoli e indipendenti: il sito di Peacereporter, aperto nel 2003 e diretto da Maso Notarianni (vai all'editoriale su E-online) che trasloca e diventa il sito d'informazione del nuovo mensile di Emergency "E", da poco alle stampe.

Per chi non conoscesse già il sito di Peacereporter: i reporter della pace, consigliamo vivamente di seguire questo nuovo esperimento. Per un assaggio consigliamo una visita al sito The empty house, più di un documentario sul Kosovo prodotto da Peacereporter. Qui sotto il trailer. Buona navigazione!  


venerdì 23 dicembre 2011

Havel na hrad: "Havel nel Castello"


Solenni funerali oggi per il leader della Rivoluzione di velluto.

PRAGA - Sono suonate a lutto le campane oggi a mezzogiorno in Repubblica Ceca. Sono i funerali di Vaclav Havel, il "dissidente", il "Nelson Mandela d'Europa", l'ex presidente della Repubblica della Cecoslovacchia prima e Ceca poi, scomparso lo scorso 18 dicembre a 75 anni.

Scrittore, drammaturgo fu il grande oppositore al regime comunista sovietico, il perseguitato politico sbattuto in carcere, piantonato ma mai ammutolito. Fu in seguito il "visionario" (come lo definisce papa Benedetto XVI in un telegramma di cordoglio) che transitò il Paese dal regime alla democrazia. A rendergli omaggio, oggi, nella sua Praga, il segretario di Stato americano Hillary Clinton con marito Bill al seguito; l'ex segretario di Stato Madelaine Albright, Nicolas Sarkozy e Alain Delon, Josè Baroso, David Cameron, 50 delegazioni straniere e 15 capi di Stato in tutto.

Scrive Wlodek Goldkorn, giornalista polacco e responsabile culturale de L'Espresso: "L'idea che guidava la sua vita, politica e di scrittore - tra le due attività non c'era soluzione di continuità - era semplice. Il dissidente è colui che dice cose risapute, ma che gli altri hanno paura di affermare. Havel è sempre stato convinto che esista "Il potere dei senza potere" come recita il titolo di un suo saggio. Questo potere sta nel rifiuto di un linguaggio opaco e violento, e nella scelta invece di un lessico trasparente. Nel chiamare le cose con il loro nome". In apertura del suo scritto, del 1978, pochi mesi prima di finire in carcere, Havel pone alcune domande:
«Ma chi sono veramente questi "dissidenti"? Da dove nasce la loro opposizione e che senso ha? In che cosa consiste il senso di quelle "iniziative indipendenti" su cui i "dissidenti" si aggregano e che reali chances hanno queste iniziative? E' opportuno, riferendosi alla loro azione, usare il concetto di "opposizione"? Se sì, che cosa è veramente - nell'ambito di questo sistema - una simile "opposizione", come opera, che ruolo giuoca nella società, in che cosa spera e in che cosa può sperare? Hanno i "dissidenti" come uomini che sono al di fuori di tutte le strutture del potere e nella posizione di "subcittadini" - le forze e le possibilità per agire in qualche modo sulla società e sul sistema sociale? Possono, in definitiva, cambiare qualcosa?».
Se nei sistemi post-totalitari esisterà dunque un'opposizione intesa come "vita nella verità" che direzione avrà? L'esito non viene individuato nei sistemi «democratici», bensì si fa strada l'idea di un sistema «post-democratico». La
prospettiva di una ricostituzione morale della società, cioè di un rinnovamento radicale del rapporto autentico dell'uomo con quello che ho chiamato "ordine umano" (e che non può essere sostituito da nessun ordine politico). Una nuova esperienza dell'essere; un rinnovato ancoraggio nell'universo; una riassunzione della "responsabilità suprema"; il ritrovato rapporto interiore con l'altro uomo e con la comunità umana - ecco la direzione...

martedì 7 giugno 2011

REFERENDUM DEL 12 GIUGNO:
"VOTO SI' ANCHE SE ANARCHICO"



Il Signor Chiari all'apprendista:
Io non son mai stato democratico. Io con la democrazia mi ci sciacquo le palle! Perchè se ci si trova davanti a una maggioranza di testacce di cazzo le persone serie lo devan' pigliare in culo per quelle teste di cazzo? Ti sembra giusto?
Visto che i tempi stringono cogliamo al volo l'occasione per uno SPOT PRO-REFERENDARIO in vista del 12 giugno, quando i cittadini, attraverso l'istituto del referendum, avranno la sola e unica possibilità di emanare leggi direttamente. Del nucleare e l'acqua parlano in tanti, sul legittimo impedimento aggiungo che per la prima volta si potrà abrogare - VOTANDO SI' - una delle tante leggi ad personam del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Proponiamo il punto di vista anarchico sul referendum del liutaio fiorentino noto come signor Chiari: "perchè voto sì anche se anrchico".

mercoledì 18 maggio 2011

FUSIONE FREDDA: "FA QUASI DA SOLA"
L'esperimento di due italiani produce energia e non è una reazione chimica.



Petrolio alle stelle e referendum sul nucleare. Pannelli solari, vento e gas. Due scienziati italiani, la coppia Rossi Focardi, potrebbe essere sul punto di spazzare via tutto ciò, relegare queste tecnologie a un'altra epoca e risolvere molti dei problemi che affliggono l'umanità. Parliamo di energia a prezzi stracciati, parliamo di FUSIONE NUCLEARE FREDDA.

Nel servizio pubblicato da Skytg24 si vede una sorta di bollitore gigante (all'apparenza neanche composto dai materilai più all'avanguardia) in grado di produrre, a una temperatura di 100 c°, energia dalla fusione dell'idrogeno con il nichel. Il risultato sono particelle di rame.

L'esperimento funziona. La comunità scientifica si sta interrogando su come ciò sia possibile, si tenta l'interpretazione di un processo che non è facile spiegare ma tutti concordano sul fatto che tanta energia non può essere il risultato di una reazione chimica.

E' dal 1994 che lo scienziato Sergio Focardi, poi con Andrea Rossi, lavorano al progetto e adesso, nell'incredulità generale, qualcosa sembra dar vita a quella che è molto più di una speranza. A finanziare il progetto sarebbe un'ente di ricerca greco. Quali conseguenze prevedere se il sogno si avverasse è difficile a dirsi: probabilmente la Grecia risolverebbe il problema del debito internazionale e con esso tutti gli equilibri geopolitici mondiali verrebbero stravolti.

giovedì 17 marzo 2011

PORNOBLOG, FETISH, ALTERNATIVE SEXUALITY. UNA RASSEGNA ARTISTICA SULL'EROS CONTEMPORANEO


AVVISO: i link che seguono rimandano a siti con contenuti talvolta espliciti.


Stanchi dei soliti porni? Stufi delle solite sale di posa e dei modelli illuminati a statuina? In effetti se c'è qualcosa che annoia in rete è proprio la monotonia di ciò che va per la maggiore: il sesso, anzi il porno. Senza la pretesa di voler aprire dibattiti su femminismo o quant'altro, in occasione del 150°anniversario dell'Unità d'Italia Multivisione è lieto di celebrare con un'estemporanea rassegna digitale l'immaginario del sesso contemporaneo. Non parliamo per vostra fortuna di escort, vecchi e villini ma come sempre di ciò che si agita nel fertile sottofondo culturale dell'underground in tema di immaginario sessuale. Non solo porno, ma porno d'arte e ad affacciarsi sulle pagine visitate e passate in rassegna emerge un movimento dai connotati non chiari ma riassumibile nella formula porn liberation front, declinazione informale dell'emancipazione sessuale.

TUTTO INIZIO' CON UN CERTO FASTIDIO

Quest'escursione nell'eros contemporaneo nasce come tante ricerche su internet in modo casuale ed estemporaneo appunto, imbattendosi in un certo "Fastidio:: pornoblog and radical sexuality". Viene da qui l'immagine della celerina che espleta i suoi bisogni e dalla vena contestataria che anima Fastidio e il suo network anche il link ai "cefalopodi" del fotografo Rosario Gallardo, passando poi per il sito-documentario Naked Protesters and Nude Activist, e arrivare al curatissimo Fuck For Forest, sito di un'organizzazione no profit che usa l'eco-porno in difesa dell'ambiente, con tanto di manifesto dell'amore e consigli per un sano porno attivismo politico.

Il passo successivo ci porta immancabilmente al filone del femminismo con i pornoblog dell'artista, femminista e attivista valenciana Marìa Llopis e il suo Postporno; imperdibile - viene da pensare - il suo libro sul pornoterrorismo. Una visita merita anche il sito intensamente femminile Erotic Red, sul "sexy, naturale e divertente porno mestruale", passando poi per il divertente sito dell'ex pornostar americana, adesso "artista sessuologa", Annie Sprinkle.


BAGLIORI E COLORI DI UN MONDO LATTEX
Sono i corpi avvolti nelle tute in lattice a esaltare forme e colori, ad aprire nuovi orizzonti alla fotografia erotica. Iniziamo la rassegna con il sito Sexy Lattex, vera e propria banca dati sull'argomento con tanto di fotografi, designer e magazine di settore. Si passa poi alle modelle in maschera antigas di My Private Planet per arrivare al Fetish Diary di Chritine Kessler. Impossibile non menzionare poi la sensuale provocatoria ed erotica fotografia di Jhon Tisbury, senza tralasciare il progetto sulle arti visive degli artisti londinesi Claire Ward-Thornton e Pau Ros, Completley Naked, e il Num-eric di Eric Martin. Ultimi a passare in rassegna random ma non per la qualità dei lavori, i siti del raffinitissimo fotografo di anime giapponese Baka Gaijin, Kosupure Kawaii e ancora sul fronte lattex Cortes Photo, Glaming di Jonathan Wilkins, The Female Canvas e Nadya Lev Photo, per chiudere con Trollkatt, della fotografa di Goteborg Elin Strigå.


La rassegna continuerà, a meno di ulteriori instabilità dell'editor del blog su questi piccanti argomenti, nella sezione PORNOBLOG della pagina Link. A presto!

venerdì 11 marzo 2011

LA CASSAZIONE CONDANNA IL COLONELLO RICCIO PER DROGA

L'ex comandante dei Ros aveva gestito l'infiltrato in Cosa Nostra Luigi Ilardo

Luigi Ilardo con Bernardo Provenzano presso la masseria di Mezzoiuoso.

Il carabiniere dei Reparti operativi speciali Michele Riccio non è un colonnello corrotto qualunque. Era lui che gestiva l'unico infiltrato di cui si abbia notizia ai vertici di Cosa Nostra: Luigi Ilardo. Un pezzo da novanta Ilardo, vicinissimo a Bernardo Provenzano negli anni successivi alla cattura di Totò Riina, tra il 1994 e il 1996. Sono gli anni del passaggio dalla strategia stragista di Riina - arrestato nel 1993 - a quella trattativista di Provenzano, frutto, stanno appurando in questi giorni i processi di Firenze, della presunta trattativa tra Stato e Mafia. Fu Luigi Ilardo, la fonte Oriente, a indicare fin dal '94 ai carabinieri la masseria di Mezzoiuoso quale luogo di ritrovo abituale del capo dei capi con gli altri boss. Fu sempre lui a partecipare a un incontro con il padrino nel quale la trappola dei carabinieri del Ros doveva scattare ma non scattò.

Michele Riccio nel 2009.
Le dichiarazioni del mafioso pentito raccolte negli appunti del colonnello Riccio sono all'origine del processo che vede come principale imputato il genarele Mario Mori per la mancata cattura di Provenzano. Ilardo è stato ucciso da due sicari in moto pochi giorni prima di deporre davanti alla Direzione nazionale antimafia. Tra i nomi di politici vicini a Cosa Nostra aveva fatto anche quello di Marcello dell'Utri.

Per una dettagliata ricostruzione della vicenda di Luigi Ilardo, del ruolo del Ros e delle recenti dichiarazioni di Massimo Ciancimino che hanno portato al processo sulla trattativa Stato-mafia si veda il libro di Nicola Biondo e Sigfrido Ranucci: "Il patto. da Ciancimino a dell'Utri", edito da Chiarelettere. Segue un'intervista a Nicola Biondo:



Segue un articolo del Messaggero sulla condanna definitiva dell'ex comandante Michele Riccio:
ROMA - La Cassazione ha confermato la condanna a 4 anni 10 mesi e 20 mila euro di multa a carico di Michele Riccio, ex comandante dei Ros e della Dia genovese accusato di detenzione e spaccio di stupefacenti finalizzato a favorire i suoi confidenti e consentirgli di fare operazioni di successo per ottenere avanzamenti di carriera. La decisione è stata presa in serata dalla Terza sezione penale. I supremi giudici, inoltre, hanno confermato la pena a 24 anni di reclusione per l'ex maresciallo Giuseppe Del Vecchio, implicato nella stessa vicenda con reati in continuazione. Per Del Vecchio i giudici di merito dovranno ricalcolare l'entità della condanna alla multa di 210 mila euro. Con questo verdetto della Cassazione esce sostanzialmente convalidata la sentenza emessa il 14 luglio 2009 dalla Corte d'appello di Genova.

In primo grado, il tribunale di Genova, il 28 marzo del 2007 aveva inflitto a Riccio una condanna più pesante, pari a 9 anni e 6 mesi di reclusione. La pena fu ridotta in appello dopo la concessione delle attenuanti generiche. Le indagini presero le mosse nel '96 in seguito alle rivelazioni di alcuni collaboratori di giustizia. In pratica Riccio, per condurre operazioni di infiltrazione nel narcotraffico, comperava quantitativi di droga che non denunciava interamente all'autorità giudiziaria. Di queste "provviste" si serviva per pagare le soffiate dei suoi informatori e avanzare in carriera.

martedì 8 marzo 2011

MANPADS, LA MINACCIA CONTINUA L'arsenale libico e il rischio terrorismo

Si chiamano MANPADS sono leggeri, temibili, micidiali e con il caos libico stanno salendo in cima all'agenda dell'anti terrorismo internazionale. Il nome sta per "man-portable air defense system": sono i lanciarazzi a spalla di missili terra-aria, in grado di "agganciare" l'obbiettivo con un sistema di puntamento a raggi infrarossi e seguire la fonte di calore prodotta dal velivolo puntato.

Un ribelle porta un SA-7 dell'arsenale militare libico.

L'allarme terrorismo, dopo il saccheggio degli arsenali militari del regime di Gheddafi da parte degli insorti, si appunta sul rischio che queste armi finiscano sul mercato nero e da qui nelle mani dei terroristi. Un'allarme tutt'altro che nuovo, già segnalato dall'intelligence americana per il corno d'Africa nel 2004, ribadito in un cablogramma del 2009, diffuso da Wikileaks, per la regione dello Yemen e adesso, con la crisi libica, divenuto ancora più urgente.


E' una vecchia storia quella di queste micidiali armi anti-aeree. La Cia foraggiò i mujaidin afghani di lanciamissili Stinger durante l'occupazione sovietica e poi, temendo attentati contro voli di linea civili, spese più di quanto avesse stanziato nell'intero conflitto per ricomprarseli. I rischi non sono storia recente.

Un aereo della Air Rhodesia è stato abbattuto da uno Strela SA-7, analogo allo Stinger ma di fabbricazione sovietica, nel 1979, uccidendo tutte le 59 persone a bordo. Guerriglieri supportati dagli americani hanno abbattuto un Boeing 737 dell’Angola Airways con un missile nel 1983, 130 i morti. Il fronte per la Liberazione del Popolo Sudanese ha utilizzato un SA-7 per distruggere un aereo passeggeri della Sudan Airways nel 1986, 60 morti. Nel 1994 un aereo che trasportava i presidenti del Burundi e del Ruanda è stato colpito da un MANPADS, e poi ancora Al Qaida ha usato pezzi mancanti dell'arsenale yemenita in operazioni terroristiche nel 2001 e nel 2002 in Kenya e Arabia Saudita.


Matthew Schroeder, direttore dell'Arms Sales Monitoring Project, organo della Federazione degli Scienziati Americani con sede a Washington, ha recentemente rinnovato con le vicende libiche l'appello lanciato nel 2004: "Mettere in sicurezza questi missili dovrebbe essere in cima alle priorità dell'intelligence americana e della sua controparte oltreoceano".


Fonti di questo articolo:
  1. Experts Fear Looted Libyan Arms May Find Way to Terrorists, The New York Times.
  2. Man-Portable Air Defense System (MANPADS) Proliferation, FAS: Federation of American Scientist.
  3. US embassy cables: America warns of security lapses in Yemen cargo screening over a year before printer bombs, The Guardian.
  4. L'arsenale di Gheddafi, Il Journal.

martedì 1 marzo 2011

INTERVISTA A MAURO CORINTI:
Il fotografo di FIGHTER'S LIFE parla del progetto Voices from Italy.


Riproponiamo il video-documentario sul wrestling messicano, Fighter's life, di Mauro Corinti, in apertura di questo post sia per archiviarlo, ma soprattutto perchè abbiamo intervistato l'autore.
Abbiamo raggiunto Mauro telematicamente in Messico, nella regione del Chiapas, dove attualmente sta lavorando ma sarà lui a parlarne nell'intervista... Ci interessava in quanto fotografo del progetto Voices from Italy, un reportage sull'Italia contemporanea che si è appena concluso e che vede impegnato un fotografo per ognuna delle 20 regioni del Paese su 6 temi: persone, ambienti, lavoro, paesaggio, luoghi comuni e infine "il miracolo italiano".

Organizzato dal collettivo fotografico Micro, fondato nel 2009 da Andrea Boscardin, Elisabetta Cociani ed Arianna Sanesi, il progetto Voices from Italy è ispirato a un analogo progetto di Stuart Pilkington negli Usa e Gran Bretagna. Riproposto in Svezia e in numerosi altri paesi il progetto ha trovato una formula tanto semplice quanto efficace. Uno sguardo sull'Italia intera di 20 giovani fotografi, guidati dalle loro passioni e tribolazioni, alcuni che partono, altri che tornano, tendenzialmente in movimento, come ha notato la rivista online Lenscratch.

E' uno spaccato visivo-antropologico molto suggestivo, a tratti fortemente malinconico, non soltanto di un paese ma dello sguardo di una generazione su di esso. Un documentario intriso di 20 diverse poetiche personali a farne quasi un documento generazionale. I tocchi, le luci, i luoghi, i volti raccontano storie che ci sono in qualche modo prossime, familiari, quotidiane. Voices from Italy sarà presentato a Milano mercoledì 9 marzo 2011 presso l'AREAPERGOLESI in Via G. B. Pergolesi 8, Milano (MM Loreto/Caiazzosi).

Per venire quindi all'intervista a Mauro Corinti, autore del bellissimo video-documentario sulla lucha libre in Messico, vi rimandiamo al blog di Voices from Italy, dove l'abbiamo pubblicata con il titolo: EL MIRADOR: OSTINATO NON RIEDUCABILE, insieme con le altre dei fotografi che hanno partecipato al progetto.


Voices from Italy su Facebook
Micro Photographers su Facebook

lunedì 14 febbraio 2011

CAPODANNO CINESE 2011 A PRATO
Danza del drago per le vie di chinatown



Capodanno cinese 2011, Danza del dragone per le vie di chinatown a Prato. Nell'anno del coniglio la comunità cinese organizza la sfilata in costume tra le vie Fabio Filzi e Pistoiese. Con il consueto contributo della scuola di arti marziali di Empoli "Il cerchio del drago" e dell'Associazione Buddista della Comunità Cinese in Italia, l'evento era stato a un passo dall'ottenere quest'anno il permesso di sfilare nelle vie del centro città. Poi la retromarcia dell'amministrazione comunale, che ha autorizzato il percorso del corteo esclusivamente nel cosiddetto quartiere "giallo" di chinatown. Una scelta in sintonia con gli abituali contrasti tra la giunta di centrodestra del sindaco Roberto Cenni e la comunità cinese, oggetto delle politiche securitarie dell'assessore alla sicurezza urbana e alla Polizia Municipale, Aldo Milone.

VAI AL VIDEO SU YOUTUBE/MULTIVISIONE




CONTENUTI CORRELATI:

>CAPODANNO CINESE 2010: Danza del dragone a Prato nella zona industriale Macrolotto 0 (VIDEO)

>BERLUSCONI A PRATO: "MILITARI CONTRO I CINESI"

>Tutti i post con l'etichetta CINA

venerdì 4 febbraio 2011

NUOVI GADJET DEL BLOG
Una rapida rassegna

Saluti ai naviganti!
Come avranno notato i frequentatori abituali di Multivisione abbiamo mantenuto fede alle promesse del post "Ipnosi Discontinua" e l'attività del blog è ripartita alla grande. Dedichiamo adesso quest'intervento a illustrare alcune novità del sito.

Come si può notare nella sidebar destra compaiono diversi nuovi elementi, li descriveremo con ordine
non tanto a fini autopromozionali, quanto per suggerire degli utilissimi strumenti che possono potenziare notevolmente il reperimento di notizie in rete e la navigazione dentro Multivisione. Intendiamoci, alcuni li paragoneranno alla scoperta dell'acqua calda, ma non importa, altri potrebbero trarne spunti e utili consigli.

Partiamo dai più semplici e immediati.

Multivisione ha aperto una pagina Facebook! Eh, sì, alla fine abbiamo ceduto alle lusinghe del social network ed eccoci al seguente link con brevi, news e contatti che non troverete sul blog. Naturalmente se vorrete iscrivervi o suggerirlo agli amici noi non ve lo impediremo: basta cliccare sul bottone "mi piace" nel widget (= riquadro) presente sulla sidebar destra (lo si ottiene da FB aprendo una pagina).

Passiamo adesso all'elemento successivo, ovvero il riquadro CONDIVISI SU GOOGLE READER,
che trovate subito sotto "Segnalazioni". Questo disadorno widget è in realtà una porta d'accesso a uno strumento estremamente utile ed efficace: il visualizzatore di Feed Rss di google, ovvero Google Reader. Per spiegarne al meglio il funzionamento la cosa migliore è fare un esempio pratico, quindi consigliamo di accedere alla propria casella gmail, che presuppone l'aver già creato un account google. Se non avete gmail ma yahoo niente paura, continuate a leggere.

Quasi tutti i siti hanno un url (indirizzo) in grado di spedire a un apposito visualizzatore gli aggiornamenti, ovvero le nuove pubblicazioni, del rispettivo sito. Cliccando sull'iconcina arancione del
Feed Rss ci si iscrive dunque agli aggionamenti della pagina web in questione, di cui una sintesi verrà visualizzata su un'unica riga del visualizzatore in modo pratico e di veloce lettura. Se si consulta il menù a tendina della maschera di iscrizione ai Feed di Multivisione (primo elemento in alto della sidebar destra) si potrà vedere varie opzioni: Google, Netvibe, Yahoo, ecc... Questi sono i fornitori dei principali visualizzatori, che consentono di consultare rapidamente la sintesi dei nuovi contenuti dei siti ai quali vi siete iscritti su un'unica pagina web, strutturata più o meno come un'agenzia stampa. Le iscrizioni vengono solitamente organizzate in cartelle, in modo da avere un'ancor più rapida lettura dei nuovi contenuti di più siti, suddivisi per argomento, con un solo clic. Non rimane che fare un po' di pratica, partendo magari da un'iscrizione proprio a Multivisione.

Ma proseguiamo nell'esplorazione delle novità.
Come potete vedere sotto la foto in bianco e nero recante l'intestazione in cima al sito, alle vecchie pagine si è aggiunta la nuova: "Link", che offre una serie di utili accessi a rassegne stampa, banche dati, agenzie giornalistiche fotografiche e quant'altro. La pagina è in costante costruzione, se quindi avete segnalazioni da fare seguite le istruzioni riportate sulla pagina stessa.

Anche la pagina Foto è stata completamente rinnovata con l'aggiunta degli slideshow forniti da Picasa e un
indice. Per dare un'occhiata alle fotografie di Multivisione geolocalizzate su Google Earth suggeriamo invece una visitina sull'account Multivisione di Panoramio, non rimarrete delusi (speriamo)...

Infine ultimo ma non meno importante è il box per la ricerca interna al
sito (sidebar destra in alto sotto Archivio blog) che, con le consuete potenzialità messe a disposizione da google offre le opzioni di ricerca anche in tutti i contenuti esterni linkati nel sito e quelli esterni presenti sul web senza dover ricorrere all'apertura di una nuova pagina google, da provare!
Buona navigazione a tutti!

mercoledì 2 febbraio 2011

SILVY, A TRIBUTE by Bradas
Una fotostoria musicata

"Buonanotte, Silvio" è la didascalia di questa foto conclusiva dell'album fotografico "Histoire di B.", pubblicato da L'Espresso il 22 dicembre scorso. Un inserto staccabile che ripercorre la fotostoria di Berlusconi dal trionfo all'annunciato tramonto. E solo in vista dell'epilogo una simile fotostoria per immagini di re Silvio poteva suscitare un tale impatto, definire l'epopea umana di un "cummenda milanese" il cui destino sembra, e dico sembra, ormai segnato.

Scrive bene il giornalista Filippo Ceccarelli nel suo commento alle foto: "Non sono foto, sono visioni. Al dunque pare una differenza impercettibile, ma a vederle tutte insime, anche quelle scartate per questioni tecniche [...], ecco a vederle una dopo l'altra comunque ci si sente storditi, perduti. Perchè non sono foto, tutte queste, ma apparizioni. Illuminazioni, rivelazioni, allegorie. Si offrono agli occhi della mente, giocano con i simboli, parlano all'inconscio. [...] Ma poi, e davvero, che cosa è la teofania se non la manifestazione di qualcuno che si ritiene superiore, divino, in forma di estasi, di sogno o, appunto, di visione?"

Per esteso nell'articolo, la riflessione sembra una summa perfetta del risultato che l'album suscita nel lettore. E i medesimi tasti sembra toccare l'azzeccatissima trasposizione linguistica del seguente montaggio video del buon vecchio Bradas project. Con la consueta ironia del collettivo pratese, nelle sapienti evoluzioni del multimediale, una miriade di fotografie presenti in rete prende vita sulle note di un pezzo dei Genesis, "Jesus he knows me". Un'interpretazione in qualche modo perfettamente coincidente con il significato sopraesposto dall'articolista dell'Espresso, a confermare quasi un substrato iconografico, una percezione collettiva, una sorta di linguaggio che non sembra eccessivo definire simbolico.
Buona visione e buon ascolto!



Silvy - A Tribute (by bradas.it)
Caricato da Mitropabox. - Guarda altri filmati divertenti

mercoledì 19 gennaio 2011

PIRATI SOMALI vs
MERCENARI YANKEE
Aumentano gli attacchi e il business dei contractors. La Blackwater sbarca in Somalia



Non è un romanzo di Salgari ma le coste della Somalia infestate di pirati. Dopo vent'anni di ininterrotta guerra civile e un'economia nazionale a livelli di emergenza umanitaria, le bande criminali somale hanno scoperto da almeno quattro anni il business della moderna pirateria. E altrettanto hanno fatto le agenzie di sicurezza private come l'americana Blackwater o la sudafricana Saracen International, ingaggiate in difesa dei carghi ma adesso destinate a un ruolo crescente nell'area, sempre più instabile sul fronte della guerriglia islamica degli Shabab. Quello che accade sotto i cieli lividi del Corno d'Africa rimane avvolto nella nebbia che per anni ha coperto traffici e interessi di ogni tipo: armi, scorie tossiche, lontano da media e osservatori internazionali, un po' più vicino invece alle rotte commerciali marittime.

Ma torniamo ai pirati. Qualche nome dalla lunga lista di navi assaltate? Jolly Smeraldo, una portacontainer italiana attaccata il 30 aprile scorso. Due attacchi respinti con gli idranti e qualche manovra spericolata. O la Samho Jewelry, soccorsa dalle forze speciali sudcoreane la settimana scorsa con un blitz che ha portato all'uccisione di otto corsari somali (video).
Sono 28 le navi e 638 gli ostaggi attualmente detenuti in Somalia dai pirati, per un complessivo più 10% di marinai catturati nel 2010 (1.181 su 53 navi sequestrate) rispetto all'anno precedente. Sono i dati pubblicati nei giorni iscorsi a Londra nel rapporto della Camera di Commercio Internazionale e dell'International Maritime Bureau, attivo dal 1992 attraverso l' IMB Piracy Reporting Centre.

La task force mandata a largo del Corno d'Africa durante il sequestro della nave Buccaneer ha richiesto 20 milioni di euro, più altri 10 per la fregata in forza Nato, alla quale si aggiunge l'operazione Atlanta dell'Unione Europea. Costi troppo elevati e l'analisi condivisa è che l'unico modo per risolvere la questione è intervenire a terra. I campi di detenzione, ad eccezione di alcune strutture francesi, sono praticamente inesistenti e, se proprio non si vuol dubitare delle affermazioni rilasciate all'Espresso dal generale Vincenzo Camporini, capo di Stato maggiore della Difesa: "Noi catturiamo i pirati e li rimandiamo a casa con viveri e acqua, in modo che possano continuare tranquillamente la loro attività", c'è da credere che le suddette agenzie private abbiano regole d'ingaggio assai meno vincolanti.

E' quanto emerge peraltro da un cablogramma dell'ambasciata statunitense a Gibuti del dicembre 2009 diffuso da Wikileaks. La Blackwater opererebbe nell'area dal marzo 2010 con l'autorizzazione del governo di Gibuti. Lo scopo però non sarebbe tanto di supportare le forze di polizia nella cattura dei pirati, ma di usare "forze letali contro [di loro], se necessario". Ma il cablogramma segnala anche come "La presenza della Blackwater potrebbe costituire uno dei più ampi business americani in zona".

Ecco allora una cornice alle rivelazioni di ieri del New York Times, secondo cui Erik Prince, fondatore della Blackwater Worldwide (foto a sinistra), starebbe trattando per l'ingaggio della sua agenzia di mercenari direttamente in territorio somalo, con funzioni di protezione dei leader governativi, addestramento delle truppe somale e ovviamente contrasto della pirateria e della guerriglia islamica da terra. In altre parole la Blackwater andrebbe a supportare la già dislocata Saracen International, su cui sempre il New York Times di ieri ha aperto qualche squarcio di luce. I tempi passano ma la musica non cambia: quando c'è del lavoro sporco da fare sai chi chiamare.

Per saperne di più:

- L'inchiesta di Fabrizio Gatti per L'Espresso (5 dicembre 2011): "Tra i cacciatori di pirati".

Sono professionisti addestrati, con esperienze in tutti i principali teatri di guerra. Ora lavorano per agenzie internazionali incaricate di assicurare la sicurezza nelle zone più a rischio. Si chiamano 'security consultant', e al largo della Somalia proteggono le navi cargo dall'assalto dei banditi del mare.


- Vai all' articolo di Roberto Palma "Rapporto sulla Pirateria in Somalia e negoziazione operativa" sul sito CrimeList - Approfondimenti di itelligence 
 

- Vai alla sezione SOMALIA dello SPECIALE AFRICA in Archivio Documenti per la cronologia storica dell'ex-colonia italiana.


Fonti di questo articolo:

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