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giovedì 17 marzo 2011

PORNOBLOG, FETISH, ALTERNATIVE SEXUALITY. UNA RASSEGNA ARTISTICA SULL'EROS CONTEMPORANEO


AVVISO: i link che seguono rimandano a siti con contenuti talvolta espliciti.


Stanchi dei soliti porni? Stufi delle solite sale di posa e dei modelli illuminati a statuina? In effetti se c'è qualcosa che annoia in rete è proprio la monotonia di ciò che va per la maggiore: il sesso, anzi il porno. Senza la pretesa di voler aprire dibattiti su femminismo o quant'altro, in occasione del 150°anniversario dell'Unità d'Italia Multivisione è lieto di celebrare con un'estemporanea rassegna digitale l'immaginario del sesso contemporaneo. Non parliamo per vostra fortuna di escort, vecchi e villini ma come sempre di ciò che si agita nel fertile sottofondo culturale dell'underground in tema di immaginario sessuale. Non solo porno, ma porno d'arte e ad affacciarsi sulle pagine visitate e passate in rassegna emerge un movimento dai connotati non chiari ma riassumibile nella formula porn liberation front, declinazione informale dell'emancipazione sessuale.

TUTTO INIZIO' CON UN CERTO FASTIDIO

Quest'escursione nell'eros contemporaneo nasce come tante ricerche su internet in modo casuale ed estemporaneo appunto, imbattendosi in un certo "Fastidio:: pornoblog and radical sexuality". Viene da qui l'immagine della celerina che espleta i suoi bisogni e dalla vena contestataria che anima Fastidio e il suo network anche il link ai "cefalopodi" del fotografo Rosario Gallardo, passando poi per il sito-documentario Naked Protesters and Nude Activist, e arrivare al curatissimo Fuck For Forest, sito di un'organizzazione no profit che usa l'eco-porno in difesa dell'ambiente, con tanto di manifesto dell'amore e consigli per un sano porno attivismo politico.

Il passo successivo ci porta immancabilmente al filone del femminismo con i pornoblog dell'artista, femminista e attivista valenciana Marìa Llopis e il suo Postporno; imperdibile - viene da pensare - il suo libro sul pornoterrorismo. Una visita merita anche il sito intensamente femminile Erotic Red, sul "sexy, naturale e divertente porno mestruale", passando poi per il divertente sito dell'ex pornostar americana, adesso "artista sessuologa", Annie Sprinkle.


BAGLIORI E COLORI DI UN MONDO LATTEX
Sono i corpi avvolti nelle tute in lattice a esaltare forme e colori, ad aprire nuovi orizzonti alla fotografia erotica. Iniziamo la rassegna con il sito Sexy Lattex, vera e propria banca dati sull'argomento con tanto di fotografi, designer e magazine di settore. Si passa poi alle modelle in maschera antigas di My Private Planet per arrivare al Fetish Diary di Chritine Kessler. Impossibile non menzionare poi la sensuale provocatoria ed erotica fotografia di Jhon Tisbury, senza tralasciare il progetto sulle arti visive degli artisti londinesi Claire Ward-Thornton e Pau Ros, Completley Naked, e il Num-eric di Eric Martin. Ultimi a passare in rassegna random ma non per la qualità dei lavori, i siti del raffinitissimo fotografo di anime giapponese Baka Gaijin, Kosupure Kawaii e ancora sul fronte lattex Cortes Photo, Glaming di Jonathan Wilkins, The Female Canvas e Nadya Lev Photo, per chiudere con Trollkatt, della fotografa di Goteborg Elin Strigå.


La rassegna continuerà, a meno di ulteriori instabilità dell'editor del blog su questi piccanti argomenti, nella sezione PORNOBLOG della pagina Link. A presto!

venerdì 11 marzo 2011

LA CASSAZIONE CONDANNA IL COLONELLO RICCIO PER DROGA

L'ex comandante dei Ros aveva gestito l'infiltrato in Cosa Nostra Luigi Ilardo

Luigi Ilardo con Bernardo Provenzano presso la masseria di Mezzoiuoso.

Il carabiniere dei Reparti operativi speciali Michele Riccio non è un colonnello corrotto qualunque. Era lui che gestiva l'unico infiltrato di cui si abbia notizia ai vertici di Cosa Nostra: Luigi Ilardo. Un pezzo da novanta Ilardo, vicinissimo a Bernardo Provenzano negli anni successivi alla cattura di Totò Riina, tra il 1994 e il 1996. Sono gli anni del passaggio dalla strategia stragista di Riina - arrestato nel 1993 - a quella trattativista di Provenzano, frutto, stanno appurando in questi giorni i processi di Firenze, della presunta trattativa tra Stato e Mafia. Fu Luigi Ilardo, la fonte Oriente, a indicare fin dal '94 ai carabinieri la masseria di Mezzoiuoso quale luogo di ritrovo abituale del capo dei capi con gli altri boss. Fu sempre lui a partecipare a un incontro con il padrino nel quale la trappola dei carabinieri del Ros doveva scattare ma non scattò.

Michele Riccio nel 2009.
Le dichiarazioni del mafioso pentito raccolte negli appunti del colonnello Riccio sono all'origine del processo che vede come principale imputato il genarele Mario Mori per la mancata cattura di Provenzano. Ilardo è stato ucciso da due sicari in moto pochi giorni prima di deporre davanti alla Direzione nazionale antimafia. Tra i nomi di politici vicini a Cosa Nostra aveva fatto anche quello di Marcello dell'Utri.

Per una dettagliata ricostruzione della vicenda di Luigi Ilardo, del ruolo del Ros e delle recenti dichiarazioni di Massimo Ciancimino che hanno portato al processo sulla trattativa Stato-mafia si veda il libro di Nicola Biondo e Sigfrido Ranucci: "Il patto. da Ciancimino a dell'Utri", edito da Chiarelettere. Segue un'intervista a Nicola Biondo:



Segue un articolo del Messaggero sulla condanna definitiva dell'ex comandante Michele Riccio:
ROMA - La Cassazione ha confermato la condanna a 4 anni 10 mesi e 20 mila euro di multa a carico di Michele Riccio, ex comandante dei Ros e della Dia genovese accusato di detenzione e spaccio di stupefacenti finalizzato a favorire i suoi confidenti e consentirgli di fare operazioni di successo per ottenere avanzamenti di carriera. La decisione è stata presa in serata dalla Terza sezione penale. I supremi giudici, inoltre, hanno confermato la pena a 24 anni di reclusione per l'ex maresciallo Giuseppe Del Vecchio, implicato nella stessa vicenda con reati in continuazione. Per Del Vecchio i giudici di merito dovranno ricalcolare l'entità della condanna alla multa di 210 mila euro. Con questo verdetto della Cassazione esce sostanzialmente convalidata la sentenza emessa il 14 luglio 2009 dalla Corte d'appello di Genova.

In primo grado, il tribunale di Genova, il 28 marzo del 2007 aveva inflitto a Riccio una condanna più pesante, pari a 9 anni e 6 mesi di reclusione. La pena fu ridotta in appello dopo la concessione delle attenuanti generiche. Le indagini presero le mosse nel '96 in seguito alle rivelazioni di alcuni collaboratori di giustizia. In pratica Riccio, per condurre operazioni di infiltrazione nel narcotraffico, comperava quantitativi di droga che non denunciava interamente all'autorità giudiziaria. Di queste "provviste" si serviva per pagare le soffiate dei suoi informatori e avanzare in carriera.

martedì 8 marzo 2011

MANPADS, LA MINACCIA CONTINUA L'arsenale libico e il rischio terrorismo

Si chiamano MANPADS sono leggeri, temibili, micidiali e con il caos libico stanno salendo in cima all'agenda dell'anti terrorismo internazionale. Il nome sta per "man-portable air defense system": sono i lanciarazzi a spalla di missili terra-aria, in grado di "agganciare" l'obbiettivo con un sistema di puntamento a raggi infrarossi e seguire la fonte di calore prodotta dal velivolo puntato.

Un ribelle porta un SA-7 dell'arsenale militare libico.

L'allarme terrorismo, dopo il saccheggio degli arsenali militari del regime di Gheddafi da parte degli insorti, si appunta sul rischio che queste armi finiscano sul mercato nero e da qui nelle mani dei terroristi. Un'allarme tutt'altro che nuovo, già segnalato dall'intelligence americana per il corno d'Africa nel 2004, ribadito in un cablogramma del 2009, diffuso da Wikileaks, per la regione dello Yemen e adesso, con la crisi libica, divenuto ancora più urgente.


E' una vecchia storia quella di queste micidiali armi anti-aeree. La Cia foraggiò i mujaidin afghani di lanciamissili Stinger durante l'occupazione sovietica e poi, temendo attentati contro voli di linea civili, spese più di quanto avesse stanziato nell'intero conflitto per ricomprarseli. I rischi non sono storia recente.

Un aereo della Air Rhodesia è stato abbattuto da uno Strela SA-7, analogo allo Stinger ma di fabbricazione sovietica, nel 1979, uccidendo tutte le 59 persone a bordo. Guerriglieri supportati dagli americani hanno abbattuto un Boeing 737 dell’Angola Airways con un missile nel 1983, 130 i morti. Il fronte per la Liberazione del Popolo Sudanese ha utilizzato un SA-7 per distruggere un aereo passeggeri della Sudan Airways nel 1986, 60 morti. Nel 1994 un aereo che trasportava i presidenti del Burundi e del Ruanda è stato colpito da un MANPADS, e poi ancora Al Qaida ha usato pezzi mancanti dell'arsenale yemenita in operazioni terroristiche nel 2001 e nel 2002 in Kenya e Arabia Saudita.


Matthew Schroeder, direttore dell'Arms Sales Monitoring Project, organo della Federazione degli Scienziati Americani con sede a Washington, ha recentemente rinnovato con le vicende libiche l'appello lanciato nel 2004: "Mettere in sicurezza questi missili dovrebbe essere in cima alle priorità dell'intelligence americana e della sua controparte oltreoceano".


Fonti di questo articolo:
  1. Experts Fear Looted Libyan Arms May Find Way to Terrorists, The New York Times.
  2. Man-Portable Air Defense System (MANPADS) Proliferation, FAS: Federation of American Scientist.
  3. US embassy cables: America warns of security lapses in Yemen cargo screening over a year before printer bombs, The Guardian.
  4. L'arsenale di Gheddafi, Il Journal.

martedì 1 marzo 2011

INTERVISTA A MAURO CORINTI:
Il fotografo di FIGHTER'S LIFE parla del progetto Voices from Italy.


Riproponiamo il video-documentario sul wrestling messicano, Fighter's life, di Mauro Corinti, in apertura di questo post sia per archiviarlo, ma soprattutto perchè abbiamo intervistato l'autore.
Abbiamo raggiunto Mauro telematicamente in Messico, nella regione del Chiapas, dove attualmente sta lavorando ma sarà lui a parlarne nell'intervista... Ci interessava in quanto fotografo del progetto Voices from Italy, un reportage sull'Italia contemporanea che si è appena concluso e che vede impegnato un fotografo per ognuna delle 20 regioni del Paese su 6 temi: persone, ambienti, lavoro, paesaggio, luoghi comuni e infine "il miracolo italiano".

Organizzato dal collettivo fotografico Micro, fondato nel 2009 da Andrea Boscardin, Elisabetta Cociani ed Arianna Sanesi, il progetto Voices from Italy è ispirato a un analogo progetto di Stuart Pilkington negli Usa e Gran Bretagna. Riproposto in Svezia e in numerosi altri paesi il progetto ha trovato una formula tanto semplice quanto efficace. Uno sguardo sull'Italia intera di 20 giovani fotografi, guidati dalle loro passioni e tribolazioni, alcuni che partono, altri che tornano, tendenzialmente in movimento, come ha notato la rivista online Lenscratch.

E' uno spaccato visivo-antropologico molto suggestivo, a tratti fortemente malinconico, non soltanto di un paese ma dello sguardo di una generazione su di esso. Un documentario intriso di 20 diverse poetiche personali a farne quasi un documento generazionale. I tocchi, le luci, i luoghi, i volti raccontano storie che ci sono in qualche modo prossime, familiari, quotidiane. Voices from Italy sarà presentato a Milano mercoledì 9 marzo 2011 presso l'AREAPERGOLESI in Via G. B. Pergolesi 8, Milano (MM Loreto/Caiazzosi).

Per venire quindi all'intervista a Mauro Corinti, autore del bellissimo video-documentario sulla lucha libre in Messico, vi rimandiamo al blog di Voices from Italy, dove l'abbiamo pubblicata con il titolo: EL MIRADOR: OSTINATO NON RIEDUCABILE, insieme con le altre dei fotografi che hanno partecipato al progetto.


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