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venerdì 11 marzo 2011

LA CASSAZIONE CONDANNA IL COLONELLO RICCIO PER DROGA

L'ex comandante dei Ros aveva gestito l'infiltrato in Cosa Nostra Luigi Ilardo

Luigi Ilardo con Bernardo Provenzano presso la masseria di Mezzoiuoso.

Il carabiniere dei Reparti operativi speciali Michele Riccio non è un colonnello corrotto qualunque. Era lui che gestiva l'unico infiltrato di cui si abbia notizia ai vertici di Cosa Nostra: Luigi Ilardo. Un pezzo da novanta Ilardo, vicinissimo a Bernardo Provenzano negli anni successivi alla cattura di Totò Riina, tra il 1994 e il 1996. Sono gli anni del passaggio dalla strategia stragista di Riina - arrestato nel 1993 - a quella trattativista di Provenzano, frutto, stanno appurando in questi giorni i processi di Firenze, della presunta trattativa tra Stato e Mafia. Fu Luigi Ilardo, la fonte Oriente, a indicare fin dal '94 ai carabinieri la masseria di Mezzoiuoso quale luogo di ritrovo abituale del capo dei capi con gli altri boss. Fu sempre lui a partecipare a un incontro con il padrino nel quale la trappola dei carabinieri del Ros doveva scattare ma non scattò.

Michele Riccio nel 2009.
Le dichiarazioni del mafioso pentito raccolte negli appunti del colonnello Riccio sono all'origine del processo che vede come principale imputato il genarele Mario Mori per la mancata cattura di Provenzano. Ilardo è stato ucciso da due sicari in moto pochi giorni prima di deporre davanti alla Direzione nazionale antimafia. Tra i nomi di politici vicini a Cosa Nostra aveva fatto anche quello di Marcello dell'Utri.

Per una dettagliata ricostruzione della vicenda di Luigi Ilardo, del ruolo del Ros e delle recenti dichiarazioni di Massimo Ciancimino che hanno portato al processo sulla trattativa Stato-mafia si veda il libro di Nicola Biondo e Sigfrido Ranucci: "Il patto. da Ciancimino a dell'Utri", edito da Chiarelettere. Segue un'intervista a Nicola Biondo:



Segue un articolo del Messaggero sulla condanna definitiva dell'ex comandante Michele Riccio:
ROMA - La Cassazione ha confermato la condanna a 4 anni 10 mesi e 20 mila euro di multa a carico di Michele Riccio, ex comandante dei Ros e della Dia genovese accusato di detenzione e spaccio di stupefacenti finalizzato a favorire i suoi confidenti e consentirgli di fare operazioni di successo per ottenere avanzamenti di carriera. La decisione è stata presa in serata dalla Terza sezione penale. I supremi giudici, inoltre, hanno confermato la pena a 24 anni di reclusione per l'ex maresciallo Giuseppe Del Vecchio, implicato nella stessa vicenda con reati in continuazione. Per Del Vecchio i giudici di merito dovranno ricalcolare l'entità della condanna alla multa di 210 mila euro. Con questo verdetto della Cassazione esce sostanzialmente convalidata la sentenza emessa il 14 luglio 2009 dalla Corte d'appello di Genova.

In primo grado, il tribunale di Genova, il 28 marzo del 2007 aveva inflitto a Riccio una condanna più pesante, pari a 9 anni e 6 mesi di reclusione. La pena fu ridotta in appello dopo la concessione delle attenuanti generiche. Le indagini presero le mosse nel '96 in seguito alle rivelazioni di alcuni collaboratori di giustizia. In pratica Riccio, per condurre operazioni di infiltrazione nel narcotraffico, comperava quantitativi di droga che non denunciava interamente all'autorità giudiziaria. Di queste "provviste" si serviva per pagare le soffiate dei suoi informatori e avanzare in carriera.

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