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martedì 8 marzo 2011

MANPADS, LA MINACCIA CONTINUA L'arsenale libico e il rischio terrorismo

Si chiamano MANPADS sono leggeri, temibili, micidiali e con il caos libico stanno salendo in cima all'agenda dell'anti terrorismo internazionale. Il nome sta per "man-portable air defense system": sono i lanciarazzi a spalla di missili terra-aria, in grado di "agganciare" l'obbiettivo con un sistema di puntamento a raggi infrarossi e seguire la fonte di calore prodotta dal velivolo puntato.

Un ribelle porta un SA-7 dell'arsenale militare libico.

L'allarme terrorismo, dopo il saccheggio degli arsenali militari del regime di Gheddafi da parte degli insorti, si appunta sul rischio che queste armi finiscano sul mercato nero e da qui nelle mani dei terroristi. Un'allarme tutt'altro che nuovo, già segnalato dall'intelligence americana per il corno d'Africa nel 2004, ribadito in un cablogramma del 2009, diffuso da Wikileaks, per la regione dello Yemen e adesso, con la crisi libica, divenuto ancora più urgente.


E' una vecchia storia quella di queste micidiali armi anti-aeree. La Cia foraggiò i mujaidin afghani di lanciamissili Stinger durante l'occupazione sovietica e poi, temendo attentati contro voli di linea civili, spese più di quanto avesse stanziato nell'intero conflitto per ricomprarseli. I rischi non sono storia recente.

Un aereo della Air Rhodesia è stato abbattuto da uno Strela SA-7, analogo allo Stinger ma di fabbricazione sovietica, nel 1979, uccidendo tutte le 59 persone a bordo. Guerriglieri supportati dagli americani hanno abbattuto un Boeing 737 dell’Angola Airways con un missile nel 1983, 130 i morti. Il fronte per la Liberazione del Popolo Sudanese ha utilizzato un SA-7 per distruggere un aereo passeggeri della Sudan Airways nel 1986, 60 morti. Nel 1994 un aereo che trasportava i presidenti del Burundi e del Ruanda è stato colpito da un MANPADS, e poi ancora Al Qaida ha usato pezzi mancanti dell'arsenale yemenita in operazioni terroristiche nel 2001 e nel 2002 in Kenya e Arabia Saudita.


Matthew Schroeder, direttore dell'Arms Sales Monitoring Project, organo della Federazione degli Scienziati Americani con sede a Washington, ha recentemente rinnovato con le vicende libiche l'appello lanciato nel 2004: "Mettere in sicurezza questi missili dovrebbe essere in cima alle priorità dell'intelligence americana e della sua controparte oltreoceano".


Fonti di questo articolo:
  1. Experts Fear Looted Libyan Arms May Find Way to Terrorists, The New York Times.
  2. Man-Portable Air Defense System (MANPADS) Proliferation, FAS: Federation of American Scientist.
  3. US embassy cables: America warns of security lapses in Yemen cargo screening over a year before printer bombs, The Guardian.
  4. L'arsenale di Gheddafi, Il Journal.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Bell'articolo!

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