Seguici su Google+

domenica 29 gennaio 2012

GLOBAL FACTION: LA COSCIENZA CRITICA DELL'HIP HOP


GlobalFaction è un'etichetta di produzioni digitali nata nel 2006 a Londra che da voce al lavoro di artisti, scrittori e performers il cui lavoro si propone di risvegliare una coscienza critica sul presente, al fine di dar vita a un'esperienza visiva che faciliti lo scambio di conoscenze, idee e stimoli a tradurre il pensiero in azione. Uno speakers corner della comunità hip hop del 21° secolo dedicato all'espressione del dissenso e alla critica sociale.
Tutti  i lavori sono creati in puro HD Guerrilla Style. Non dimenticate di farvi un giro sul canale Youtube e... Never lose your passion...
Buon ascolto e buona navigazione!!

sabato 21 gennaio 2012

COLTIVARE LA RIVOLUZIONE:
avventure di giardinaggio radicale

Traduzione dal The Guardian, articolo originale di

Scrivete la parola “giardiniere” su Google e probabilmente troverete aggettivi come paziente, delicato, appassionato di piccoli lavoretti, sartorialmente orientato verso vestiti di velluto a coste.

Sì, daccordo, non tutti i giardinieri sono così, ma questo è indubbiamente lo stereotipo. In ogni caso, non è quel tipo di giardiniere che ci interessa. Non si tratta di mettere al sicuro le nostre utopie private dietro una siepe di leylandii. Si tratta di qualcosa di ben più pericoloso e accattivante. Si tratta di giardinieri ribelli, che utilizzano le loro abilità botaniche per fare dichiarazioni politiche, economiche e sociali, piuttosto che per dire qualcosa sulle nuove tecniche di pendenze dei prati.

Sono il genere di attivisti che usano gli attrezzi agricoli non a simboleggiare il proletariato, ma perché hanno avuto qualcosa di serio da sradicare. Non sono miti, sono arrabbiati. E mentre si può essere pazienti quando si tratta di fioriture e germogli, quando si tratta di aree urbane dismesse, urbanistica sostenibile, industria alimentare, disoccupazione, esclusione sociale e grigio, grigio implacabile delle nostre città sono straordinariamente combattivi.

Nelle stagioni a venire visiteremo diversi progetti di giardinaggio ribelle. Ogni mese parleremo alle persone coinvolte e, se deciderete di cogliere la sfida, scopriremo come potrete anche voi mettervi in gioco, sporcarvi le mani e magari avviare un progetto simile nella vostra zona.

Visiteremo i giardinieri socialisti radicali di Incredible Edible Todmorden. Questa cittadina dello Yorkshire sta piantando ogni superficie disponibile con verdure. L'obbiettivo è respingere l'industria alimentare globale e diventare la prima città autosufficiente del Regno Unito. Andremo a conoscere  The Plant a Chicago, dove i ribelli stanno trasformando un edificio industriale in disuso in una fattoria a emissioni zero.


Come le aiuole verdi delle nostre autostrade lasciate appassire all'ombra della recessione, i giardinieri radicali rivisitano in chiave verde gli spazi sociali condivisi. Seguiremo le orme degli stivali fangosi fangosi di Ebenezer Howard, creatore della città giardino di Letchworth: come il team del progetto di giardinaggio verticale di Cardiff, How Green Is Your Alley? O il progetto Elephant and Castle di guerriglia gardening di Richard Reynolds, attualmente impegnato nel suo progetto di Mobile Gardeners (girdinieri mobili).

Incontreremo i Wayward Plants, maestri di giardini temporanei concettuali. In passato ci hanno fatto conoscere il Giardino Fisico Urbano (Urban Physic Garden) a Southwark, e l' Union Street Orchard, a sud di Londra e Algaegarden, un giardino piantato con erbe di stagno appeso a tubi di plastica riempiti con diverse alghe colorate presentato nel 2011 al Metis Garden International Festival di Québec.

Altrove conosceremo giardinieri che esprimono idee di uguaglianza e di opportunità per i gruppi svantaggiati. Vedremo organizzazioni come The Comfrey Project che lavora con i rifugiati e i richiedenti asilo tra Newcastle e Gateshead. O il Walled Garden Redhall dove vengono introdotte persone con problemi di salute mentale per i benefici terapeutici del pollice verde.

Parleremo alla gente rispondendo alla domanda "come si fa a mangiare locale quando si vive in un grattacielo?" Queste sono persone come Something & Son, che hanno trasformato un negozio di Hackney in una fattoria Farm:Shop. E Food From The Sky, il "cibo dal cielo", un giardino commestibile sopra un supermercato Crouch End. Una rampa di scale! Questo si che è chilometro zero!

A seconda di quanto vogliamo addentrarci nella storia possiamo guardare alle radici del giardinaggio radicale. La Green Guerillas degli anni '70 a New York, le comunità giardiniere delle origini e i lanciatori di bombe-seme. E nel Regno Unito i Meanwhile Gardens vicino Westbourne Park, dove il deserto fu trasformato in giardino e poi nel primo skate-park del Regno Unito.

Per ora vi lascio con questa riflessione: la parola "radicale", sia che si intenda per dire riformista in senso politico, o non convenzionale in senso culturale o semplicemente impressionante, nel senso del linguaggio adolescenziale degli anni '70, deriva dalla parola latina "radix ", che significa" radice ". Anche ravanello deriva da radice. Così giardinaggio e rivoluzione non sono poi dopo tutto così lontani.

Conoscete un giardiniere, un appassionato di verde o una comunità di giardinieri che sta lavorando per una società migliore? Forse c'è qualcuno nella tua vita che è in missione per cambiare il mondo un orto alla volta? Facci sapere qui sotto quali progetti sono per te fonte di ispirazione e forse noi ne parleremo.

Nel frattempo, ricordate, la rivoluzione sarà coltivata.

mercoledì 11 gennaio 2012

OIL FOR NOTHING, un documentario sull'estrazione del petrolio in Nigeria


Qual è il vero prezzo della benzina? Non il costo per litro al distributore, nè i prezzi al barile stabiliti dalle compagnie petrolifere, ma il costo occulto in termini di impatto ambientale e sociale sui paesi produttori. Un costo altissimo su cui indaga il documentario di Luca Tommasini Oil for nothing, prodotto dalla Campagna per la riforma della Banca Mondiale - CRBM, sulle ricadute dell'industria petrolifera in Nigeria. 20 minuti di immagini e interviste a tratti incantevoli e a tratti angoscianti nel documentare la devastazione ambientale della regione del Delta del fiume Niger.


Oil for Nothing from Luca Tommasini on Vimeo.

Tra i primi esportatori di petrolio dei paesi sub-sahariani e fornitore strategico del 20% del petrolio consumato in Europa, dopo 50 anni di concessioni alle principali compagnie petrolifere la Nigeria resta uno dei paesi più poveri del continente africano. Con i suoi 160 milioni di abitanti, di cui 31 stanziati nella regione del Delta del Niger, il paese africano attraversa una grave crisi che potrebbe rapidamente sfociare nel caos. Gli ultimi dieci giorni sono stati segnati dalle violenze religiose tra mussulmani e cristiani, oltre che da uno sciopero per il rincaro del prezzo della benzina (raffinata all'estero) dovuto al taglio delle agevolazioni da parte del governo.

Nonostante le promesse e gli accordi siglati nei protocolli d'intesa previsti nei piani di impatto ambientale, che sulla carta prevedono la costruzione di infrastrutture, scuole e ospedali quasi niente è stato fatto. Circostanziate sono le accuse all'italiana Agip, come agli oleodotti che trasportano il petrolio grezzo, in alcuni casi risalenti agli anni '70, causa dei principali sversamenti che hanno messo in ginocchio una popolazione rurale le cui principali attività economiche restano l'agricoltura e la pesca. E' il caso dello sversamento causato a nel 2004 a Ogoniland, nella comunità di Goi, dalla Trans-nigerian pipeline della Shell. Sono oltre 2000 i siti da ripulire ma nessuna attività di bonifica è mai stata avviata.

Attività di gas flaring nei pressi di un villaggio in Nigeria.
Ai danni causati dallo sversamento di idrocarburi nell'ambiente si aggiungono i residui dell'attività di gas flaring: la combustione a cielo aperto dei gas estratti insieme al petrolio, un'attività che rilascia nell'atmosfera diossina, benzene, sulfuri, agenti cancerogeni, la cui emissione negli ultimi decenni va di pari passo con l’aumento nella regione di malattie respiratorie e tumori, oltre ai danni causati dalle piogge acide. Ed è proprio sul sito dell'Eni che si può leggere la dichiarazione di una società sussidiaria dell’Eni: la Nigerian Agip Oil Corporation, sulla cessazione dell'attività di gas flaring nella regione di Ebocha. Una dichiarazione smentita dalle immagini del documentario di Tommasini. "Si può pensare a un trattamento più primitivo del petrolio grezzo"? E' la domanda ch si pone un intervistato e a cui l'ERA-Nigeria (Enviromentals right action) risponde sostenendo che la cosa migliore sarebbe lasciare il petrolio nel sottosuolo, prima che finisca e non possano essere ricontrattate condizioni più favorevoli per la popolazione locale.

venerdì 6 gennaio 2012

USA: IL FILM SULLA MORTE DI BIN LADEN PORTA A UN'INCHIESTA PARLAMENTARE


 E' di ieri la notizia di un'indagine parlamentare in corso negli Stati Uniti su possibili fughe di notizie relative al blitz che il 2 maggio scorso avrebbe portato all'uccisione di Osama bin Laden ad Abbottabad, in Pakistan, da parte di un'unità speciale dei Navy Seals.

 Particolarità del caso vuole che le “classified information”, come vengono definite le notizie riservate, questa volta potrebbero essere trapelate non alla stampa ma addirittura a Hollywood, alla Columbia Pictures e alla Sony Entarteinment, co-produttrici del nuovo film sulla caccia a Bin Laden della regista Kathryn Bigelow, moglie di James Cameron e autrice del film premio oscar sulla guerra in Iraq, “The Hurt Locker".

 Protagonista del nuovo film della Bigelow sarebbe proprio il “team 6”, l'unità speciale di incursori che assaltò la casa dello sceicco in Pakistan. Già in fase di realizzazione il film dovrebbe intitolarsi Kill Bin Laden (si apprende oggi la notizia dell'ingaggio dell'attore Joel Edgerton).

 I timori del partito Repubblicano, che da notizia dell'inchiesta affidata al Dipartimento della Difesa e alla Cia, sono che lo staff del presidente Obama possa aver autorizzato il comando militare dei Seals a rivelare particolari operativi riservati del blitz. Timori e accuse già espresse nel corso dell'estate dal parlamentare repubblicano Peter King, che puntava il dito contro i troppo stretti rapporti tra la produzione del film e l'amministrazione Obama, accusata di star orchestrando un film propagandistico da far uscire nell'imminenza delle elezioni. Sarebbe questo il motivo della posticipazione dell'uscita alla fine del 2012.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...