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sabato 21 gennaio 2012

COLTIVARE LA RIVOLUZIONE:
avventure di giardinaggio radicale

Traduzione dal The Guardian, articolo originale di

Scrivete la parola “giardiniere” su Google e probabilmente troverete aggettivi come paziente, delicato, appassionato di piccoli lavoretti, sartorialmente orientato verso vestiti di velluto a coste.

Sì, daccordo, non tutti i giardinieri sono così, ma questo è indubbiamente lo stereotipo. In ogni caso, non è quel tipo di giardiniere che ci interessa. Non si tratta di mettere al sicuro le nostre utopie private dietro una siepe di leylandii. Si tratta di qualcosa di ben più pericoloso e accattivante. Si tratta di giardinieri ribelli, che utilizzano le loro abilità botaniche per fare dichiarazioni politiche, economiche e sociali, piuttosto che per dire qualcosa sulle nuove tecniche di pendenze dei prati.

Sono il genere di attivisti che usano gli attrezzi agricoli non a simboleggiare il proletariato, ma perché hanno avuto qualcosa di serio da sradicare. Non sono miti, sono arrabbiati. E mentre si può essere pazienti quando si tratta di fioriture e germogli, quando si tratta di aree urbane dismesse, urbanistica sostenibile, industria alimentare, disoccupazione, esclusione sociale e grigio, grigio implacabile delle nostre città sono straordinariamente combattivi.

Nelle stagioni a venire visiteremo diversi progetti di giardinaggio ribelle. Ogni mese parleremo alle persone coinvolte e, se deciderete di cogliere la sfida, scopriremo come potrete anche voi mettervi in gioco, sporcarvi le mani e magari avviare un progetto simile nella vostra zona.

Visiteremo i giardinieri socialisti radicali di Incredible Edible Todmorden. Questa cittadina dello Yorkshire sta piantando ogni superficie disponibile con verdure. L'obbiettivo è respingere l'industria alimentare globale e diventare la prima città autosufficiente del Regno Unito. Andremo a conoscere  The Plant a Chicago, dove i ribelli stanno trasformando un edificio industriale in disuso in una fattoria a emissioni zero.


Come le aiuole verdi delle nostre autostrade lasciate appassire all'ombra della recessione, i giardinieri radicali rivisitano in chiave verde gli spazi sociali condivisi. Seguiremo le orme degli stivali fangosi fangosi di Ebenezer Howard, creatore della città giardino di Letchworth: come il team del progetto di giardinaggio verticale di Cardiff, How Green Is Your Alley? O il progetto Elephant and Castle di guerriglia gardening di Richard Reynolds, attualmente impegnato nel suo progetto di Mobile Gardeners (girdinieri mobili).

Incontreremo i Wayward Plants, maestri di giardini temporanei concettuali. In passato ci hanno fatto conoscere il Giardino Fisico Urbano (Urban Physic Garden) a Southwark, e l' Union Street Orchard, a sud di Londra e Algaegarden, un giardino piantato con erbe di stagno appeso a tubi di plastica riempiti con diverse alghe colorate presentato nel 2011 al Metis Garden International Festival di Québec.

Altrove conosceremo giardinieri che esprimono idee di uguaglianza e di opportunità per i gruppi svantaggiati. Vedremo organizzazioni come The Comfrey Project che lavora con i rifugiati e i richiedenti asilo tra Newcastle e Gateshead. O il Walled Garden Redhall dove vengono introdotte persone con problemi di salute mentale per i benefici terapeutici del pollice verde.

Parleremo alla gente rispondendo alla domanda "come si fa a mangiare locale quando si vive in un grattacielo?" Queste sono persone come Something & Son, che hanno trasformato un negozio di Hackney in una fattoria Farm:Shop. E Food From The Sky, il "cibo dal cielo", un giardino commestibile sopra un supermercato Crouch End. Una rampa di scale! Questo si che è chilometro zero!

A seconda di quanto vogliamo addentrarci nella storia possiamo guardare alle radici del giardinaggio radicale. La Green Guerillas degli anni '70 a New York, le comunità giardiniere delle origini e i lanciatori di bombe-seme. E nel Regno Unito i Meanwhile Gardens vicino Westbourne Park, dove il deserto fu trasformato in giardino e poi nel primo skate-park del Regno Unito.

Per ora vi lascio con questa riflessione: la parola "radicale", sia che si intenda per dire riformista in senso politico, o non convenzionale in senso culturale o semplicemente impressionante, nel senso del linguaggio adolescenziale degli anni '70, deriva dalla parola latina "radix ", che significa" radice ". Anche ravanello deriva da radice. Così giardinaggio e rivoluzione non sono poi dopo tutto così lontani.

Conoscete un giardiniere, un appassionato di verde o una comunità di giardinieri che sta lavorando per una società migliore? Forse c'è qualcuno nella tua vita che è in missione per cambiare il mondo un orto alla volta? Facci sapere qui sotto quali progetti sono per te fonte di ispirazione e forse noi ne parleremo.

Nel frattempo, ricordate, la rivoluzione sarà coltivata.

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