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lunedì 17 dicembre 2012

SOTTO L'ALBERO: "IL PROVINCIALE"
di Giorgio Bocca. 70 anni di storia italiana

Giorgio Bocca

Austerity e regali di Natale, spazio ai libri e alle edizioni economiche, come quella ristampata nel marzo scorso de "Il Provinciale" di Giorgio Bocca (Feltrinelli, pagine 292, euro 8,50). Un'autobiografia del giornalista cuneese considerata da alcuni uno dei più bei racconti sulla modernità in Italia. A leggerlo, un tracciato storico, una rotta di avvicinamento al presente per comprenderlo, attraverso i principali fatti di cronaca degli ultimi 70 anni, vissuti in prima persona dal giornalista scomparso il 25 dicembre 2011 a Milano.

Riportiamo alcuni brevi estratti sul '68 francese e l'inizio della strategia della tensione in Italia con la bomba di Piazza Fontana del 12 dicembre 1969. L'ex partigiano Bocca intravide subito dietro la strage la mano dei servizi segreti, parteggiò e, come si rimprovera nel libro, commise l'errore di scivolare nel vortice di disinformazione che ne seguì. Tuttavia i suoi giudizi, spesso tanto sgraditi alla stessa sinistra alla quale ha sempre dichiarato di appartenere, sui movimenti studenteschi del '68, i loro leader e più in generale sulla politica e la società italiana di quegli anni sono sempre lucidi e impietosi.

Lasciamo quindi un piccolissimo spazio al testo ma ricordiamo anche la bella intervista di Massimo Gramellini per LaStampa, all'indomani dell'uscita di Annus Horribilis (2010), uno degli ultimi saggi di Giorgio Bocca appena novantanne, in cui il giornalista esprime un'amara visione della società italiana.

lunedì 10 dicembre 2012

SIRIA: NON DARE AL RIBELLE QUEL CHE GLI SERVE. Apprensione per la fornitura alla resistenza di 40 missili terra-aria da parte del Qatar


Dopo la Libia la Siria. Torniamo a parlare di primavere arabe e della proliferazione dei temibili manpads (man-portable air-defense systems), i missili antiaereo traspotabili a spalla, di cui avevamo scritto nel post sulla rivoluzione in Libia del marzo 2011: Manpads: la minaccia continua. L'arsenale libico e il rischio terrorismo.

Ribelle libico armato di SA-7
Armare i ribelli va bene, l'intelligence turca ha acconsentito al transito attraverso la propria frontiera di armi destiante alla guerriglia in lotta contro le milizie fedeli al dittatore Bashar al-Assad. Ma quando un paese arabo come il Qatar regala, o vende, quaranta lancia missili a spalla per abbattere i caccia e gli elicotteri che mietono vittime da Damasco a Aleppo, la comunità internazionale trema perchè non sa, una volta finita la guerra, a chi potrebbero essere rivenduti e contro chi usati.

La notizia sulla fornitura, diffusa dal Washington Post alla fine di novembre, ha destato non poca apprensione nella stessa Turchia, da anni impegnata contro la guerriglia curda e non lieta di ritrovarsi un giorno missili terrra-aria nelle mani del Pkk, peraltro già in possesso di qualche pezzo. Tuttavia è proprio questa l'arma che potrebbe segnare una svolta nella guerra civile che da venti mesi insanguina la Siria, riequilibrando la sproporzione di forze tra gli armamenti leggeri dei ribelli e l'aviazione dei lealisti di Assad.

Chinook in Iraq usa flares contro manpads.
Non si sa quale tipo di manpad sia stato "donato" dal Qatar, in possesso anche di evoluti stinger americani di cui difficilmente si sarebbe privato. La provenienza potrebbe essere ancora il mercato nero libico, dove solo 15.000 pezzi sono stati messi in sicurezza di circa 20.000. 

Un video, diffuso su internet lo scorso mese, mostra l'abbattimento di un elicottero dell'esercito siriano probabilmente da parte di un missile terra-aria, a dimostrazione di come la guerriglia starebbe già usando con successo i dispositivi trafugati dai depositi dell'esercito regolare. Tesi avvalorate da un altro video del 16 novembre scorso diffuso dal Brown Moses blog, nel quale si vedono  diciotto missili SA-24, di cui dieci da dimostrazione/addestramento e otto reali, ed un paio di lanciatori SA-16 completi di batterie ma senza munizioni. Un  salto di qualità rispetto agli obsoleti SA-7 mostrati nei video precedenti, apparecchi degli anni '70, poco efficaci e con sistemi di guida passiva a infrarossi (per la ricerca di fonti di calore provenienti dagli scarichi dei velivoli obbiettivo) facilmente aggirabili da contromisure come i flares (vedi foto sopra).



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