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mercoledì 16 gennaio 2013

MUSICA DAL MONDO. NEL NORD DEL MALI GLI ISLAMISTI HANNO IMPOSTO IL SILENZIO. SUONIAMOGLIELE!

Via Washington Post

Musica dal mondo. Dal Mali già che ci siamo, dove in queste ore divampa la guerra alle corti islamiche. Mentre la Francia inizia le operazioni di terra e la Corte Penale Internazionale dichiara l'apertura di un'inchiesta per crimini di guerra commessi dagli integralisti nelle regioni del nord, il Washington Post ci delizia con la musica nazionale del Mali che, come loro abitudine, i "martiri di Allah" hanno vietato in tutta la regione del nord. E' una regola che la guerriglia non ha vita senza l'appoggio della popolazione locale, ma visto che gli integralismi, soprattutto religiosi, sono odiosi solidarizziamo con l'eventuale minoranza che la musica la suona, la canta e la balla e quindi gliele suoniamo volentieri.

Ali Farka Toure & Toumani Diabate - Kala Djula

Kanawa-Habib Koité

kandia kouyate san barana (maninka).

Salif Keita - Mandjou


APPROFONDIMENTI:

lunedì 14 gennaio 2013

USA: BOOM DI VENDITE, A SCUOLA CON LO ZAINETTO ANTIPROIETTILE




Il dubbio gusto dello spottino e lo sguardo spiritato dell'attore già la dicono lunga sull'intelligenza dell'americano che si premura di mandare i figli a scuola con uno zainetto antiproiettile. In special modo se lo stesso è anche un fervente sostenitore di quel 2° emendamento che regola l'uso, o per meglio dire il mercato, delle armi leggere negli States.

Le sparatorie nelle scuole, negli uffici, nelle multisala sono quasi cronaca quotidiana ed ecco, tra le pieghe, o piaghe, del sistema, farsi strada un'azienda tutta a stelle e strisce, che già nel nome “Amendament II”, promette sogni di libertà e democrazia a non finire: non rinunciamo alle armi, ma dotiamo i nostri figli di efficienti corazze antiproiettile.

“Lo zaino può essere inoltre indossato davanti ed usato come scudo o come protezione durante la fuga in massa dalla scena della sparatoria”. Parole loro, che fanno profitto e accordi commerciali con la Disney per mettere la Sirenetta e il vendicatore su zainetti di tre diverse taglie per bambini di differenti età. Tre anche i livelli di protezione, col secondo possono sparare nella schiena del vostro pargolo anche con proiettili 357, 40, 40 magnum o 9mm, col terzo, hai voglia te! Anche 44 magnum, problemi di scoliosi a parte.

venerdì 11 gennaio 2013

APPROFONDIMENTI: UNA RASSEGNA DI OSSERVATORI E ISTITUTI DI ANALISI

Gerusalemme innevata, (Reuters/Darren Whiteside).


Lasciamo da parte i media tradizionali per dedicare un post agli approfondimenti in tema di affari interni e politica internazionale. Esce oggi nella pagina Link del blog una nuova sezione dedicata agli osservatori e agli istituti di analisi. Una breve rassegna, tanto per iniziare.

OSSERVATORI e ISTITUTI DI ANALISI
Italiani
Opal Brescia, Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e Politiche di Sicurezza e Difesa.
Ossin, Osservatorio internazionale per i diritti, associazione indipendente, si occupa di violazione dei diritti umani, soprattutto sulla situazione del Maghreb e dell’Africa francofona.  
Osservatorio democratico sulle nuove destre.

Internazionali
Sipri, Stockholm International Peace Research Institute - Istituto di ricerca indipendente con base a Stoccolma, Pechino, Washington. Si occupa di conflitti e controllo degli armamenti.
Global Research Institute, The Centre for Research on Globalization (CRG) istituto di ricerca indipendente con base a Montreal, Canada (sito anche in Italiano).
ISVG, Institute for the Study of Violent Groups (ISVG) istituto di ricerca che fornisce dtabase, archivi e informzioni di servizio sull'estremismo e il crimine internazionale.
CFR, The Council on Foreign Relations, organizzazione no profit americana, tra i membri: Brian Williams, Fareed Zakaria, Angelina Jolie, Chuck Hagel, e Erin Burnett.

mercoledì 2 gennaio 2013

PRATO: COME ANNEGA L'ARCHEOLAGO DI GONFIENTI




La visione aerea, dalla cresta brulla della Calvana, a picco sulla ferrovia, non è delle più edificanti. Il sito archeologico etrusco di Gonfienti è un fazzoletto di terra abbandonato tra le lingue d'asfalto dell'autostrada e del parcheggio tir dell'interporto. A più di una settimana dalle ultime piogge autunnali gli scavi della domus gentilizia di 1400 mq, un gioiello datato al 700 a.c., grande due volte quella dei  tarquini a Roma nello stesso periodo, è un lago di fango adagiato nello scempio della colata immane di cemento dell'interoporto industriale. Qello realizzato negli anni '90 quando i tempi d'oro del tessile a Prato, quelli del libro: Storia della mia gente, del neo-dimesso assessore alla cultura Edoardo Nesi, erano ormai finiti. Sogni di interscali per porti livornesi e mai realizzate varianti della Firenze-Pisa-Livorno in direzione Prato. Progetti di commerci che furono, di un'operosità industriale già al tramonto.

Ma le ruspe, che sbancano per tirar su rovine postindustriali, trovano qualcosa di antico, la più grande città etrusca mai scoperta: una promessa per il futuro, per il rilancio della città di Prato verso una diversificazione dello sviluppo economico neanche tanto originale: il turismo, agevolato da quello satellite della vicina Firenze. Anche un bambino ci arriverebbe, meno i pratesi e le loro amministrazioni pubbliche. Gli scavi si fermano nel 2006, l'area resta incustodita e mal recintata, i lavori di regimentazione idraulica si commentano da soli con queste fotografie. All'inizio del 2011 la soprintendenza pubblica le foto dei reperti rinvenuti nella domus e mai esposti. Non è un "tesoro" da poco: vasellame pregiato, antefisse tutto perfettamente conservato, probabilmente a seguito di un'esondazione dei fiumi Marina e Bisenzio che hanno sepolto nel fango. Sembra più conveniente ricoprire tutto e lasciare ai posteri (e ai tombaroli) l'onere del recupero. Finiti i soldi? Non proprio, ci sono, o dovrebbero esserci, 500mila euro di cofinanziamento da Regione e Provincia destinati al sito che l'amministrazione non riesce a spendere, neanche per uno straccio di segnaletica sull'esistenza del sito. Altri fondi dovrebbero venire dalla Fondazione Cassa Di Risparmio di Prato per la ripresa degli scavi secondo un accordo già siglato.

Non manca l'indignazione di molti cittadini, come le ripetute denunce e iniziative della regista e attrice teatrale Mainla Ermini dal suo blog: Primavera di Prato e nei suoi spettacoli teatrali. O le perplessità sulle scelte di destinazione dei fondi dell'architetto Giuseppe Centauro, membro del comitato scientifico cittadino. Il tempo passa e gli scavi non riprendono, nè la manutenzione del sito, nè uno spazio museale dove esporre i reperti. E' uno scandalo, quindi meglio non parlarne, non promuovere iniziative, lasciare tutto com'è: sito e informazione pubblica. Si dibatte su come risolvere le magagne finanziarie della società Interporto, in rosso ma con ovviamente un solido patrimonio immobiliare.

Ma in città un po' se ne parla. Molti pratesi hanno provato inutilmente ad affacciarsi alla recinzione in fondo alla pista ciclabile, incautamente spinta troppo vicino al sito. Speriamo almeno che alle prossime elezioni siano buoni a chiederne conto ai politici cui delegheranno l'amministrazione della cosa pubblica.
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