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sabato 16 febbraio 2013

A RITMO DI RIVOLTA: dalla Grecia ai Paesi arabi milizie hip hop rimano le proteste



In principio erano catenoni, denti e pistole d'oro, poi vennero le primavere arabe e l'hip hop fu nobilitato a lingua franca della protesta, della denuncia e della rivolta politica e sociale...

Tranquilli è una frase a effetto, non sta scritto su nessun libro di storia della musica ma è curioso che, in barba alle guerre di civiltà, sia stata la succursale araba dell'americanissimo hip hop a cantare per prima le rivoluzioni in Nord-Africa. O forse no, visto che alcuni gruppi politici d'opposizione sono stati finanziati dal dipartimento di Stato americano, che in qualche caso si è anche preso cura dei relativi acconut facebook e twitter che rilanciavano le notizie in rete.



Ma questa è un'altra storia e resta un fatto che rapper in felpa e cappellino sono diventati agitatori di folle ricercati dai regimi. Rime arabe come quelle degli egiziani Arab Knithgs, o del siriano Hamz, hanno fatto il giro del mondo su youtube e rilanciato nei social network videoclip fatti in casa con nude immagini di cronaca delle rivolte di piazza. Altro dall'immaginario comune del genere, con le pose oscene e l'ostentazione grottesca del successo e del denaro fomentata dai circuiti commerciali delle major discografiche.



La musica underground ha cantato la rivolta, si è fatta messaggio politico e sociale, termometro della rabbia giovanile.

Fine del preambolo africano, ci spostiamo in Grecia.
Grande la confusione nel paese ellenico. Economia in ginocchio, tensione sociale alle stelle e disagio profondissimo di una generazione che affronta, secondo il più importante settimanale greco, Attualità: la “stagione storica più difficile per la gioventù greca”.

Anche qui la musica underground fotografa meglio di qualunque reportage gli umori e l'immaginario di una generazione molto ma molto incazzata, transitata prima e più di ogni altra gioventù europea dai sogni dell'ideologia rivoluzionaria marxista della sinistra novecentesca alla disillusione dell'anarchismo libertario e insurrezionale.

Quel che ribolle nel sottofondo underground dell'hip hop greco è arduo da decifrare ma non meno ricco di sorprese. Persino la traduzione dei testi diventa un affare complicato: si usa poco inglese tra le brigate hip hop anarchiche. Viene in soccorso, Ioli, un'amica greca e inizia Da dentro le città (Μέσα απ'τις πόλεις), dei gruppi Anekselegkti Sigrousis Poria (Direzione di scontro incontrollata), E.K.M., Pakos, Ipo tin epiria tuo midenos (Sotto l'influenza dello zero), Apla mia foni (Solo una voce). Dalla produzione hip hop indipendente Ektakto RAPartima (Urgente RAParto), uscita a Patrasso nel Maggio del 2011. Loop da Beautiful Tango di Hindi Zahra.


Da dentro le città

…il tetto della tua casa è la tua fine e il tuo inizio
sei la causa della guerra dichiarata
respiro asfissiato lacrimogeni scaduti
ma la mia penna non è l'unica via d'uscita
lo devi sapere
le mie volontà non sono solo scritte ma fatti…

...impara a odiare l'arroganza e l'invidia
impara a chiedere quanto ossigeno ti spetta…

…fai attenzione alle parole che prometti
valgono solo quando diventano fatti…

Fatti coraggio, scrivi e parla a nome dello sconosciuto
condividi sogni senza esitare
se per lo stato sei un problema sii felice di esserlo
non sprecare tempo in inutili competizioni
soldi e posizioni contaminano il cervello
ci dividono in ricchi, poveri tirapiedi
schiavi capomastri e schiavi subordinati
impara ad apprezzare ciò che ti appassiona
ti terrà in piedi nella profondità del tempo…

...ma rompo il silenzio, la complicità nella colpa
alla sottomissione scelgo l'attacco
mantengo la giusta distanza dalla mandria cui appartengo...

… non m'importa se li provoca, la mia bocca non bela
pronuncia versi di guerra, ti spaventa, sì ti spaventa.


Segue l'hip hop militante degli squatters Javaspa di Volos, con il brano 180 gradi (il greco usa la stessa parola per “gradi” e “destini”), che da il nome al loro ultimo album, scaricabile gratuitamente dal loro sito. Il tempo che scorre troppo in fretta, la dipendenza dall'eroina e dagli psicofarmaci, l'adolescenza negata, sofferenza e impossibilità di vivere.


180 gradi

Sporca quotidianità sporche parole
che l'umanità si liberi dalla sporcizia.
Guarda le stelle, non puoi perché il nostro respiro
è offuscato dallo smog nell'aria,
sporche parole dalla sporcizia delle metropoli
perché non dobbiamo parlare tra i denti.
Ti dico la verità della quale mi sono menomato
evita gli errori che ho subito,
a 27 anni ho visto la morte in faccia
dieci notti in cui morivo, un giorno in cui ridevo.

… e la maternità non ho accolto a sufficienza
ho preso una dose e poi mi sono perso diavolo
dentro i miei problemi i miei intimi i miei sogni
menomata la mia psiche.
Se l'amore non fosse accanto a me
la morte con una corda avvolgerebbe la mia gola
è un nodo di morte, è un urlo di vita
è la morte che vivi prima di dormire
e nel letto 180 gradi
gli anni della nostra vita sono ora diventati mesi<
persi nelle lancette dell'orologio
giriamo ogni giorno nel letto a 180 gradi
in caso cambiassero i destini

nelle nostre vite però i giorni sono pochi
conteggiando ogni ora che passa
perché per noi il cronometro conta alla rovescia
registrando sorrisi in calendari
da conservare come scorta negli anni a venire...

Elettroshock a cuori di bambini appena nati
nati alla mercé di debiti
dai 13 anni in coda agli ospedali
per ritirare la ricetta e avere la salute
lista di psicofarmaci in quaderni sanitari
dottori che mandano ragazzi dietro alle sbarre,
ospedali psichiatrici devastano l'adolescenza,
dipendenti dalle farmacie a 23 anni.


Chiudiamo con ultimo brano degli ExtasH.Team, Ammutinamento. Testi un po' meno introspettivi, echi da hip hop franco-algerino, videoclip ufficiale e immagini di repertorio dalla cronaca ellenica, anche se più manierate e memori delle pose gangsta declinate in versione riot. Anche questo scaricabile dalla loro pagina sul portale Hip Hop.GR.

 
Ammutinamento

Ammutinamento! Sarà guerra!
Sarà una bomba, esploderà dentro la Casa (Parlamento?) e 300 bruceranno,
scenderemo nelle strade e sfasceremo tutto,
può darsi che capiranno e qualcosa cambierà.

Scenderemo nelle strade, vedrai i demoni,
imparerai come non ci curiamo delle leggi
ciascuno impugnando molotov e bastoni...

Saremo ribellione e la Grecia
diverrà la Francia con altrettanta violenza. ...
come tamburi di guerra zulu
e cominceranno guerre dappertutto...
Alcuni si presenteranno con pistole,
altri con kalashnikov e mitragliette uzi...

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