Seguici su Google+

sabato 23 febbraio 2013

IN ARRIVO "RIOT", un videogioco per simulare le rivolte. Sul telefonino




Il nome spiega bene il gioco: Riot, "rivolta". La caratteristica è di ispirarsi a fatti reali e avere nel trailer almeno un avatar ben preciso: la polizia italiana. Riot è un'applicazione per smartphone, in via di realizzazione da parte di un giovane fiorentino di 26 anni: Leonard Menchiari. La notizia è oggi sul sito del New York Times.

In un' intervista via mail il quotidiano statunitense chiede al giovane sviluppatore genesi e fisionomia del videogioco per telefoni cellulari. Menchiari afferma di aver avuto una prima fonte di ispirazione da una fotografia scattata al Cairo, dove un manifestante fronteggia da solo la polizia egiziana (vedi sotto). Dopo aver preso parte alle proteste in Val di Susa, l'autore avrebbe pensato, secondo quanto afferma, a un videogioco in cui far rivivere le emozioni e l'adrenalina di una rivolta, quando la psicologia di massa induce a un unico comportamento.




Ispirato alla pixel grafica per smartphone con sistema Ois e Android, Superbrothers: Sword & Sworcery EP, il progetto non avrebbe connotazioni ideologiche ma vorrebbe mostrare i comportamenti di entrambe le parti che si fronteggiano, con la possibilità di interagire con azioni più o meno morali.




L'attenzione è tuttavia rivolta a rendere il gioco quanto più realistico possibile rispetto agli scenari dove le rivolte sono realmente accadute, per il momento la Val di Susa, in seguito magari la Grecia, l'Egitto e dove altro la generosità delle donazioni su Indiegogo, la piattaforma di autofinanziamento che sostiene il progetto, porteranno l'autore a documentarsi sulle rivolte. Sembra lontano, visto che in pochi giorni la raccolta fondi ha raggiunto quasi 8000 euro. Si conta di arrivare a 15000 per le varie spese di affitto dei locali, bollette ecc... se volete contribuire...

Ovviamente per quanto buona l'idea presta il fianco a una facile critica, come riporta il Nyt, tra i commenti dei suoi lettori. Tra impressioni entusiaste si nota come una volta sviluppata l'applicazione, ad esempio per Apple, si arriverebbe inevitabilmente “a un gioco pulito, adatto alle famiglie, senza alcun tipo di controversia sociale, politica o di alcun genere. L'idea sarebbe semplicemente neutralizzata e censurata. Sono sicuro che ci sia una qualche ironia da qualche parte”. Affermazione, quest'ultima, pienamente condivisibile: basta un telefonino a placare e rimbabire una generazione.

1 commento:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...