Seguici su Google+

venerdì 8 marzo 2013

I PILOTI DI DRONI AFFETTI DA STRESS POST-TRAUMATICO COME I PILOTI IN COMBATTIMENTO



Dal New York Times: "Drone Pilots Are Found to Get Stress Disorders Much as Those in Combat Do", 22 febbraio 2013, traduzione di Multivisione.

Nel primo studio sull'argomento, una ricerca condotta dal Dipartimento della Difesa, si è scoperto che i piloti di droni sperimentano gli stessi sintomi di disagio mentale come depressione, ansia e stress post-traumatico dei piloti impiegati in azioni di combattimento in Iraq e Afghanistan.

Lo studio rileva che un numero crescente di ricerche registra problemi di salute psichica anche in quei piloti che guidano velivoli da basi lontane dalle zone di combattimento. "Anche se lontani miglia dai campi di battaglia, questo lavoro provoca lo stesso stress ed ha le stesse conseguenze che si registrano nelle truppe al fronte", afferma Peter. W. Singer, un ricercatore del Brookings Institution che si è occupato a lungo di droni ma che non ha partecipato alla nuova ricerca.

Lo studio in esame, condotto dall'Armed Forces Health Surveillance Center, che analizza gli effetti sulla salute tra il personale militare, non affronta l'origine dei problemi psichici tra i piloti. Tuttavia ufficiali dell'aviazione ed esperti indipendenti hanno provato a suggerire varie cause potenziali, tra queste: assistere alla violenza del combattimento dai monitor degli schermi, lavorare in isolamento, o per periodi prolungati, coniugare la vita quotidiana in famiglia con operazioni di combattimento, unite alla sperimentazione di un intenso stress a causa dello scarso personale degli equipaggi.

"I piloti che guidano i droni in remoto possono rimanere incollati agli schermi sugli stessi terreni di combattimento per giorni", afferma Jean Lin Otto, una epidemiologa co-autrice dello studio: "Assistono alle carneficine. I piloti convenzionali non lo fanno, abbandonano i luoghi dei bombardamenti il prima possibile". La dottoressa Otto afferma di aver iniziato la ricerca aspettandosi che i piloti di droni sperimentassero maggiori livelli di disagio psicologico a causa dei livelli unici di pressione del loro lavoro.

Drone italiano Predator, Foto Reuters, di Bob Strong
Il Pentagono ha cominciato ad affrontare il problema per tenere il passo con il rapido aumento di operazioni di droni. Recentemente ha istituito una nuova medaglia all'onore per le truppe impegnate nella guerra in remoto e nella cyberguerra. E l'aviazione ha esteso l'accesso ai cappellani militari e a i terapisti per gli operatori di droni, afferma il colonelllo William M. Tart, che comanda gli equipaggi di piloti di droni presso la Creech Air Force Base in Nevada.

Anche l'aviazione ha condotto ricerche sui problemi mentali dei membri degli equipaggi di droni. In un'indagine del 2011 su 840 operatori di droni, si è scoperto che il 46% di piloti di Predator e Reaper, e il 48% degli operatori di Global Hawk Sensor, riportavano alti livelli di stress operativo. Questi equipaggi sperimentano lunghe ore e frequenti, rapidi cambiamenti come le cause maggiori di stress. Lo studio rileva livelli molto maggiori di stress tra gli operatori di droni che non tra il personale dell'aereonautica addetto ai lavori logistici e di supporto. Ma non confronta i livelli di stress dei piloti di droni con quelli dei caccia-bomabrdieri.

La nuova ricerca studia i dati elettronici sulla salute registrati in 709 piloti di droni e 5256 membri di equipaggi aerei tra l'ottobre 2003 e il dicembre 2011. Questi dati includono informazioni, diagnosi cliniche di medici professionisti e non solo sintomi segnalati dagli stessi operatori. Dopo aver analizzato i dati delle diagnosi e i trattamenti, i ricercatori inizialmente hanno rilevato incidenze di valori superiori per 12 condizioni che includono disordini dovuti a ansia, disordini depressivi, sindromi post traumatiche da stress, abuso di sostanze e istinti suicidi. Ma dopo che i dati sono stati ricontrollati in base all'età, al numero di ingaggi, al tempo in servizio e a precedenti esperienze di disagio psichico, i punteggi erano simili, afferma la dott.sa Otto, a cui è stato affidato il compito di presentare i dati in Arizona lo scorso sabato a un conferenza dell'American College of Preventive Medicine.

Lo studio rileva anche che l'incidenza maggior di problemi psichici tra i piloti di droni è stata rilevata nel 2009. La dott.sa Otto ritiene che ciò potrebbe essere il risultato di un'intensa pressione sui piloti durante i precedenti anni di guerra in Iraq. Lo studio rileva inoltre che i piloti dei velivoli sia con equipaggi umani che non umani sperimentano livelli di disagio mentale più bassi dell'altro personale dell'aviazione. Ma la dott.sa Otto ammette che il suo studio potrebbe sottostimare il problema: gli equipaggi di volo potrebbero sentirsi maggiormente inclini a non riportare ai medici i sintomi di disagio psichico per paura di essere lasciati a terra.

La dottoresssa afferma di voler condurre due ulteriori studi: uno con l'intento di compensare possibili dati sottostimati sui disagi psichici dei piloti e un altro che analizzi i problemi mentali tra gli operatori di sensori, che controllano le telecamere instalate sui droni mentre siedono accanto ai piloti. "L'aumento nell'utilizzo di questi equipaggi in remoto per gli scenari di combattimento come per le operazioni umanitarie dovrebbe suggerire una maggiore attenzione", afferma la ricercatrice.


Post correlati dal blog: 

  1. SCEMI DI GUERRA LA FOLLIA NELLE TRINCEE - Un documentario racconta su History Channel i sintomi da shock da combattimento
  2. AFGHANISTAN: L'INCUBO DEL RITORNO - Rischio suicidi tra i reduci britannici 
  3. LA GUERRA AI TRAUMI DA COMBATTIMENTO DELL'ESERCITO USA - Aljazeera intervista la psichiatra Barbara Van Dahlen (traduzione) 
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...